Eleviamoci

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Subito è sorta e si è diffusa intorno a me la pace e la gioia e la consapevolezza che superano ogni arte e argomento terreno.
E so che la mano di Dio è la promessa della mia,
E so che lo spirito di Dio è fratello del mio,
E che ogni uomo nato su questa terra è anche mio fratello, e che ogni donna mi è sorella e amante,
E che la chiglia della creazione è amore.

Walt Whitman

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Pensare la pace

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Potremmo dire che sulla parola “pace” non c’è pace, perché lungo i secoli della storia e ancora oggi essa viene intesa in maniere molto diverse, spesso restrittive. L’antichità classica considerava la pace semplicemente come una tregua tra due guerre, costituendo le guerre una condizione quasi permanente dell’umanità. Oppure si può pensare a una pace imposta con la forza delle armi, con la conquista, come avveniva al tempo dei romani. Nella versione più moderna, c’è la pace sicurezza, che è il risultato dell’equilibrio del terrore, delle forze che potrebbero annientarci e che, quindi, potenzialmente si elidono.
Nei suoi significati più profondi, la pace significa armonia: armonia dell’uomo con Dio, dell’uomo con il suo prossimo e dell’uomo con la terra. Questa è la visione biblica armonica dei primi capitoli del libro della Genesi. E, ancora, c’è la pace-comunione: comunione profonda di amore di Dio con l’uomo e degli uomini tra loro, che è la pace portata da Gesù.
La pace dunque è composta di tanti elementi, ha il suo culmine nella pace-comunione e tuttavia non trascura le altre realtà e le altre situazioni terrene. Proprio per questo, è necessario continuamente ripensarla, riproporla nei termini attuali, affinché non sia una semplice astrazione, una semplice ideologia.

Carlo Maria Martini

Centri di Studio per la Pace

Il Corso di Laurea in Scienze per la Pace è inserito nell’ambito del CISP – Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace, che “è stato istituito nel 1998 come Centro Interdipartimentale di ricerca sulle Scienze per la Pace dell’Università di Pisa, con l’adesione di sette Dipartimenti.
Nel 2005 – a riconoscimento del ruolo assunto nel corso degli anni – è stato mutato in “Centro di Ateneo di formazione e ricerca” ai sensi dell’articolo 36 comma 1 dello Statuto, con la denominazione di CISP, Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace (D.R. n. 25939 del 23.9.2005).
Attualmente, al CISP afferiscono circa quaranta docenti e ricercatori di nove diverse Facoltà.
Il nuovo regime amministrativo andrà in vigore dall’inizio del 2006.”
Obiettivi del CISP:
promuovere e coordinare studi e ricerche relativi ai problemi della pace;
promuovere convenzioni ed accordi di collaborazione con Enti pubblici e privati, italiani e stranieri, per la realizzazione delle finalità sopraccitate;
collaborare sia con atenei di diverse nazioni, come la Spagna (Università di Granada) e gli Stati Uniti (G. Washington University in St. Louis) che con enti dell’ONU quali l’UNICEF, l’IPA (International Peace Academy, Nazioni Unite, New York);
promuovere il Corso di laurea interfacoltà in “Scienze per la Pace”, attivo dal 2001 e frequentato da circa 60 studenti/anno, provenienti da tutta Italia;
promuovere il Corso di Laurea specialistico interfacoltà in “Scienze per la Pace: cooperazione allo sviluppo, mediazione e trasformazione dei conflitti”, della classe 88S, attivato da Settembre 2004;
realizzare e attivare il Master universitario di primo livello in “Gestione dei conflitti interculturali e interreligiosi”;
organizzare seminari, conferenze, incontri di studio e dibattiti, che hanno avuto effetti positivi sull’impatto dell’Ateneo sul territorio e sulla sua visibilità.
Nel corso delle ricerche sull’argomento sono venuta a conoscenza che esistono diversi centri di studio.
Essi sono:
Media and Peace Institute (University for peace) – Geneve,
Centro interateneo di studi per la pace – Università di Torino,
Centro Studi e Ricerche per la Pace dell’Università di Trieste.

Un passo indietro nel tempo. Summit dei Nobel per la pace.

Si riportano dei brani della dichiarazione conclusiva del 6° Summit e l’elenco dei premi Nobel partecipanti.
DICHIARAZIONE CONCLUSIVA
6° Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace
Roma – Campidoglio – Teatro Eliseo – 24-26 novembre 2005

“Noi Laureati Nobel per la Pace ed Organizzazioni Nobel per la Pace ci siamo riuniti a Roma, Italia, in questi tre giorni per discutere alcuni argomenti di importanza globale con un riguardo particolare per l’Africa…ma la democrazia non diventerà stabile se prima non sarà sconfitta la povertà e non sarà garantito il pieno rispetto dei diritti umani.
Rimane la grande necessità di riconoscere in modo più profondo e più pieno la ricchezza e la complessità del mondo islamico. Fallire questo obiettivo potrebbe avere conseguenze esplosive…le istituzioni governative non rispondono in modo adeguato alla voce della gente… I pregiudizi etnici, religiosi e nazionalistici stimolano la violenza…Condanniamo il ricorso alla tortura… Quest’anno ci siamo concentrati sull’Africa perché la sua estrema povertà è moralmente inaccettabile e minaccia i fondamenti della vita e della dignità umana. Sappiamo inoltre che esistono i mezzi per cambiare questa situazione…Incoraggiare le piccole imprese attraverso il micro-credito e stimolare gli investimenti, sono due esempi di quello che bisogna fare…Gli impegni presi dal G-8 a Gleneagles sono stati un primo passo avanti…Ci impegniamo a creare un Segretariato Permanente in Italia allo scopo di aumentare i nostri sforzi per promuovere la pace nel mondo…Invitiamo tutte le persone di buona volontà a lavorare con noi e a unirsi ai nostri sforzi.
Roma,26.novembre 2005”
I partecipanti al Summit comprendono:
Mikhail Gorbachev, Lech Walesa, Frederik Willem De Klerk, Betty Williams, Mairead Corrigan Maguire, Rigoberta Menchu Tum, Adolfo Perez Esquivel, American Friends Service Committee, Amnesty International, International Campaign to Ban Landmines, International Labour Organization, International Peace Bureau, International Physicians for the Prevention of Nuclear War, Médicins Sans Frontiéres, Pugwash Conferences on Science and World Affairs, United Nations, United Nations High Commissioner for Refugees, UNICEF.
I summit dei premi Nobel per la pace hanno avuto inizio nell’anno 1999.
Nel corso di tali riunioni vengono dibattuti e proposti all’attenzione del mondo i più significativi problemi concernenti la sicurezza e la pace, come:
povertà e remissione del debito internazionale dei Paesi in via di sviluppo, emergenza acqua e le altre emergenze del Pianeta, diritti umani e dialogo interreligioso, la pena di morte, i giovani, emergenza Africa, Etica, Valori e Politica.
Sul tema “Economia ed Etica ” sono intervenuti, oltre ai Nobel, anche i rappresentanti di quelle aziende sponsor del summit che hanno improntato la propria mission aziendale ai principi dell’economia etica: Procter & Gamble, Coop e Trambus, e ciò a conferma del fatto che il marketing etico, oltre ad influire nel campo economico, manifesta la sua efficacia anche e soprattutto nel campo dei diritti umani e della pace.
Il primo summit è stato promosso dalla Fondazione Gorbachev, su iniziativa dello stesso Mikhail Gorbachev, che lo ha fermamente voluto e si è svolto a Roma il 21 aprile 1999 col patrocinio del Comune di Roma.

Marketing concept

La filosofia del marketing ha rivoluzionato il mondo del mercato, fornendo un mix di regole e direttive, atte ad incrementare enormemente la vendita di prodotti e servizi, attraverso il soddisfacimento dei bisogni di gruppi di clienti.
Secondo Kotler “il concetto di marketing presuppone che la chiave per raggiungere gli scopi organizzativi consiste nel determinare le necessità e le esigenze dei mercati designati e nel distribuire soluzioni soddisfacenti in maniera più efficace della concorrenza.” Da quando il sistema è stato introdotto nel mondo del mercato, nel secondo dopoguerra , si è assistito ad un impiego sempre maggiore dei suoi principi da parte di tutti i settori che forniscono beni e servizi.
Non solo, ma si è arrivati ad impiegarlo molto proficuamente anche in altri settori, diversi da quello prettamente economico, quali il settore etico-sociale e del non profit, giungendo perfino ad impiegarlo in ambito strettamente personale per la promozione della propria immagine e per la realizzazione dei propri obiettivi.
Oggi si può ben dire che non esiste più alcuna industria od ente pubblico o privato che non disponga di una struttura riservata al marketing management.
Kotler, acclamato come il maggior esperto al mondo nelle strategie di marketing dal Management Centre Europe, ci fornisce il seguente Case Histories, relativo al valore del marketing: “Il Ceo di Kmart decise di tagliare il budget di marketing quando la sua impresa cominciò a sentire i morsi della recessione. Il risultato fu disastroso e il crollo delle vendite di Kmart fu nettamente superiore ai risparmi ottenuti abbattendo i costi di marketing, poiché molti clienti si rivolsero a Target e Wal-Mart”.
Nato per incrementare la vendita dei prodotti tangibili ed i profitti delle aziende, ben presto fu adottato anche nel mercato dei servizi, acquisendo man mano diversificazioni specialistiche per i differenti settori dell’operato umano. Si sono sviluppati così diversi modelli di marketing a seconda del ruolo che nell’impresa vengono chiamati a ricoprire.
Ritroviamo pertanto differenti denominazioni, quali, ad esempio: marketing pubblico, turistico, politico, sanitario, ambientale,ambientale, relazionale, etico, internazionale, mediatico, sociale, virale, guerrilla, non profit, dei servizi, teatrale, di se stessi, psicologico.
Lo sviluppo del marketing si è sempre più orientato verso una valenza di carattere etico – sociale, che si è pertanto aggiunta alla componente commerciale, nobilitando la preesistente dottrina economica. Attualmente si incominciano a profilare le figure del marketing umanitario ed etico giungendo perfino a raffigurare un peace marketing, quale potrebbe individuarsi nel sistema in vigore presso le istituzioni ed organizzazioni umanitarie e di pace.

Il dialogo interreligioso

Il dialogo interreligioso rappresenta uno dei mezzi fondamentali atti a favorire le aspirazioni di pace degli uomini.
Abbiamo già visto come i moderni mezzi di comunicazione ed il costante sviluppo del global marketing favoriscono gli incontri a livello internazionale di alte personalità della politica e delle confessioni religiose.
Si è già notato come la politica e le religioni, nell’attuale periodo storico, operano assiduamente per la pace nel mondo.
Abbiamo parlato dei viaggi dei Pontefici e del loro intrinseco valore teso a favorire un avvicinamento fra le religioni, di basilare importanza ai fini del raggiungimento di obiettivi di pace.
Qui si vuole approfondire l’analisi del dialogo interreligioso, il quale si estrinseca non solo attraverso i viaggi dei Pontefici ma anche attraverso una continua opera di manifestazione di sentimenti di affetto, di stima e di fratellanza nei confronti dei credenti di altri culti.
Esaminando gli scritti e le lettere del Vaticano si può scoprire l’animus del Vaticano nei confronti delle altre religioni.
Ad esempio, in un articolo edito dalla Commissione Dialogo Interreligioso, in occasione del Giubileo dell’anno 2000, si effettua un excursus degli atteggiamenti che fedeli di altre religioni sviluppano nei confronti di Gesù Cristo.
Dal contesto di tale excursus si ricava non solo l’atteggiamento delle confessioni non cristiane verso Gesù ma anche il desiderio di dialogo della chiesa cattolica, il desiderio di smussare le differenze nella costante ricerca di una matrice comune.
Se poi a queste considerazioni aggiungiamo la fitta produzione di discorsi e corrispondenza epistolare che il Vaticano ed il Papa personalmente hanno dedicato e dedicano all’argomento del dialogo interreligioso e della pace, in occasione di udienze, viaggi, ricorrenze e commemorazioni varie, avremo un quadro abbastanza eloquente del particolare interesse che anima l’opera del Vaticano nei confronti di questi temi.
Come si può dedurre dai riferimenti anzidetti, il dialogo fra le religioni e per la pace è molto sentito da tutte le confessioni.
Esse rappresentano la forza più numerosa ed eticamente più autorevole della terra e si dedicano a questo tema con grande perseveranza, con totale impegno e con assoluta dedizione. Nell’attuale periodo storico, in cui anche il mondo laico – economico riscopre la forza dei valori etici, credo si possa sperare in un futuro migliore.

 

Lo sviluppo del dialogo

Gli accordi commerciali di solito portano ad un avvicinamento tra i popoli. Il commercio è stato sempre una forza trainante degli incontri di civiltà fin dalle epoche più remote.
Infatti i primi trattati “di commercio” o “di amicizia commercio e navigazione” risalgono al XII sec. specialmente per iniziativa delle Repubbliche Marinare Italiane.
Oggi il grado di interdipendenza economica fra paesi è cresciuto ai massimi livelli. Soprattutto le esportazioni dei paesi in via di sviluppo , sono in vertiginoso aumento, grazie anche agli aiuti iniziali da parte dell’ ONU.
Attualmente molti paesi che fino ad alcuni anni fa si definivano terzo mondo si sono industrializzati massicciamente e sono divenuti tra i maggiori esportatori mondiali. Per questo motivo ormai il terzo mondo non esiste più e si è dovuto coniare il termine di quarto mondo per indicare i paesi con maggior tasso di povertà, che devono essere aiutati dall’Onu. Verso questi paesi si indirizzano anche i maggiori aiuti umanitari da parte delle Istituzioni e delle Organizzazioni umanitarie.
L’Organizzazione Mondiale del Commercio, OMC o WTO(World Trade Organization) è un’organizzazione internazionale delle Nazioni Unite creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi internazionali relativi al commercio tra i 150 stati membri.
Il WTO è stato istituito il 1 gennaio 1995.
Il WTO ha ereditato le funzioni che in precedenza deteneva il GATT.
I negoziati politico-sociali.
I negoziati politico-sociali avvengono quotidianamente. I negoziati internazionali che portano a concludere i più importanti trattati internazionali, comportano assidue trattative diplomatiche fra tutti gli Stati della Terra, che non sarebbe possibile attuare senza i moderni sistemi di comunicazione e di trasporto.
I trattati che più interessano il nostro tema ed il secolo in cui viviamo sono quelli riguardanti la non proliferazione delle armi nucleari, l’ONU, l’EU, la Corte penale internazionale, la Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU), la NATO, le Convenzioni dell’Aja del 1899 e del 1907 (di diritto bellico) e di Ginevra del 1949 (di diritto umanitario).
Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).
E’ stato firmato il 1 luglio 1968 dalle seguenti Nazioni: USA, Regno Unito e Unione Sovietica, e contribuì in modo determinante a contenere la diffusione delle armi nucleari durante la fine della guerra fredda.
Secondo tale trattato, le Nazioni che non dispongono di armamenti nucleari non possono fornirsi di tali tecnologie se non per scopi pacifici e sotto il controllo della AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica).
Oggi aderiscono al trattato 189 Nazioni. Non vi aderiscono Israele, Pakistan, India, Corea del Nord.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
Fu fondata a San Francisco nel 1945, in sostituzione della Società delle Nazioni, su iniziativa di Cina- Taiwan, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito e Stati Uniti, che sono i cinque Stati usciti vincenti dalla seconda guerra mondiale.
Essa ha lo scopo di mantenere la pace e la sicurezza internazionale e conseguire con mezzi pacifici la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace.
E’ la più grande organizzazione internazionale e vi aderiscono 192 Stati.
L’ONU, nata appunto per prevenire od arginare, per quanto possibile, eventi bellici e per migliorare la qualità di vita delle popolazioni povere, è intervenuta in moltissime occasioni per il compimento della sua missione.
56 sono stati i militari italiani uccisi in missioni ONU dal 1961 al 2006 nel Congo, Libano, Croazia, Sarajevo, Somalia, Iraq, Afghanistan.
L’ONU inoltre dispone di 22 Uffici, Agenzie ed Organizzazioni specializzate, che concorrono ad erogare aiuti di vario genere alle popolazioni povere o vittime delle guerre.
L’Unione Europea.
E’ un’organizzazione internazionale, di tipo soprannazionale, che dal 1° gennaio 2007 comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici; si tratta della più vasta “confederazione” di Stati indipendenti esistente al mondo. E’ stata istituita col Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 e dispone di una moneta unica, l’euro, regolamentata dalla Banca Centrale Europea e attualmente adottata da 19 dei 28 Stati membri; essa presenta un’unione doganale fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai suoi cittadini libertà di movimento, lavoro ed investimento all’interno degli stati membri. L’Unione presenta inoltre una politica agricola e commerciale comune e una politica comune della pesca.
La Corte Penale Internazionale (International Criminal Court – ICC).
Ha lo scopo di assicurare che i crimini internazionali più gravi, quali il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, non rimangano impuniti.
E’ stata fondata nel 2002 ed ha sede all’Aja.
Si ricorda il contributo fondamentale di Emma Bonino che guidò la delegazione della Commissione europea ai lavori preparatori e alla conferenza per l’istituzione della Corte.
La Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
E’ stata istituita dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e per assicurarne il rispetto. Ha sede a Strasburgo.
La Corte può ricevere sia ricorsi individuali che ricorsi da parte degli Stati contraenti.
La NATO ( North Atlantic Treaty Organization).
Creata nel 1949 in opposizione al Patto di Varsavia, è un’alleanza di carattere militare il cui principio fondamentale è rappresentato dall’art. 5 del trattato secondo cui si sancisce che un attacco armato condotto contro uno Stato facente parte dell’ Alleanza viene considerato come un attacco contro tutti gli Stati che compongono l’Alleanza stessa, i quali perciò hanno il dovere di assistere lo Stato attaccato e di prendere tutte le azioni necessarie, compreso l’uso delle Forze Armate, contro lo stato attaccante, esercitando il diritto all’autodifesa, previsto all’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite.
Fanno parte della NATO 28 Stati. Ha sede a Bruxelles.
Le Convenzioni dell’Aja del 1899 e del 1907 (di diritto bellico).
Le Convenzioni dell’Aia sono tra i più importanti trattati internazionali e sono nate con lo scopo di mantenere la pace, ridurre gli armamenti e la regolamentare la guerra.
Esse costituiscono, fra l’altro, la base giuridica che giustifica l’istituzione dei tribunali militari da Norimberga in poi.
Stabiliscono norme relative:
al divieto dell’uso di armi chimiche;
al trattamento umanitario dei prigionieri di guerra;
all’adozione delle regole dell’onor militare in battaglia;
alla salvaguardia di edifici di beneficenza, di cura, di interesse storico, culturale e sacro;
al divieto di saccheggi, ecc.
Queste convenzioni hanno il grande merito di avere istituito regole umanitarie e di civiltà per il caso di conflitto armato.
Le convenzioni di Ginevra del 1949 (di diritto umanitario).
Le Convenzioni di Ginevra sono quattro e trattano di diritto delle vittime di guerra e di diritto internazionale umanitario.
In particolare si occupano del miglioramento delle condizioni dei feriti e dei malati delle Forze armate in campagna ed in mare, del trattamento dei prigionieri di guerra e della protezione delle persone civili in tempo di guerra.
Anche queste Convenzioni rappresentano un importante progresso verso una civiltà impegnata nell’alleviare le sofferenze della guerra.

ONP (Organizzazioni non profit)

Le organizzazioni non profit ed il marketing sociale.

Moltissime sono le ONP (Organizzazioni non profit) che si occupano di questioni umanitarie e di pace.
Queste Organizzazioni rappresentano un chiaro esempio dell’applicazione (consapevole o non) dei principi del marketing non profit.
Philip Kotler, acclamato come il maggior esperto al mondo nelle strategie di marketing dal Management Centre Europe, sostiene infatti che: “Promuovere cambiamenti sociali che migliorino la qualità della vita è la sfida ed il fine del marketing sociale…[ ed inoltre]… è proprio nella sua versione sociale che il marketing, in quanto sistema basato sul rapporto con la gente, realizza completamente le sue enormi potenzialità”.
E’ meritevole di particolare riflessione il fatto che le ONP in particolare fondano il loro successo nella concretizzazione dei più nobili principi  etico-sociali, e, laddove è maggiore  il contenuto etico, anche il successo ed il prestigio delle ONP aumentano proporzionalmente.
La stessa equazione si verifica nel marketing commerciale, dove appunto l’eticità del prodotto diviene garanzia di successo.
L’adozione di tali principi infatti determina il grado di credibilità sia delle ONP che delle aziende.
Si riportano di seguito i cases studies delle ONP che hanno risposto al mio questionario.

Emergency

Emergency è un’associazione umanitaria fondata a Milano nel 1994 per portare aiuto alle vittime civili delle guerre.
Dal 1994 a oggi, Emergency è intervenuta in diversi paesi, costruendo ospedali, centri di riabilitazione, centri di maternità, posti di primo soccorso e centri sanitari.
Tra il 1994 e il 2006, i team di Emergency hanno portato aiuto ad oltre 2.300.000 di persone.
Proprio perché conosce gli effetti della guerra, sin dalla sua costituzione, Emergency è impegnata nella promozione di valori di pace.
Nel 1994 Emergency ha intrapreso la campagna che ha portato l’Italia a mettere al bando le mine antiuomo.
Emergency è stata giuridicamente riconosciuta Onlus nel 1998 e Ong nel 1999.
Dal 2006 Emergency è riconosciuta come Ong partner delle Nazioni Unite – Dipartimento della Pubblica Informazione.
Gli ambiti di intervento sono: chirurgia di guerra, chirurgia d’urgenza e traumatologia, chirurgia generale e ricostruttiva, chirurgia specialistica, medicina interna, ostetricia e ginecologia , pediatria, pronto soccorso, medicina di base, assistenza sanitaria ai prigionieri, fisioterapia, produzione di protesi e ortosi, formazione professionale e cooperative per disabili, assistenza alle vedove di guerra
E’ intervenuta nei seguenti paesi: Afganistan, Cambogia, Iraq, Italia, Sierra Leone, Sri Lanka, Sudan, Ruanda, Eritrea, Serbia, Nicaragua, Algeria, Angola, Palestina.
Emergency è un’associazione italiana indipendente, neutrale ed apartitica, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.

Marketing sociale
Le Organizzazioni non profit ed il marketing sociale

Perché la salute sia un diritto di tutti, Emergency:
– offre assistenza completamente gratuita;
– garantisce cure a chiunque ne abbia bisogno, senza discriminazioni politiche, ideologiche o religiose;
– dà una risposta sanitaria di qualità, utilizzando protocolli terapeutici e metodi di lavoro standardizzati e già sperimentati in situazioni di emergenza;
– forma il personale locale fino al raggiungimento della completa autonomia operativa.
Emergency costruisce:
– ospedali dedicati alle vittime di guerra, alle emergenze chirurgiche, a terapie specialistiche in aree che ne sono prive;
– centri di riabilitazione fisica e sociale;
– posti di primo soccorso per il trattamento delle emergenze;
– centri sanitari per l’assistenza medica di base.

Tecniche e strumenti di marketing sociale

Le tecniche e gli strumenti di marketing assumono nelle organizzazioni no profit un ruolo analogo a quello che rivestono nelle imprese. Il marketing può essere esteso a diversi campi di applicazione proprio grazie alla sua natura di funzione finalizzata alla creazione ed alla risoluzione di scambi.
Tali scambi, però, devono essere in grado di creare valore per tutte le parti coinvolte.
Dallo scambio con una organizzazione non profit i sostenitori ricevono fondamentalmente benefici psicologici: gratificazione, autostima, senso di partecipazione.
Nonostante le affinità tra le tecniche, esistono profonde differenze soprattutto nella gestione e nell’approccio.
Il “prodotto” sociale ha ben poco di commerciale e commerciabile. E’ frutto di un’ideale, si sviluppa sulla base di una missione etica e si confronta con valori morali e non economici. Tutto questo porta ad una gestione meno convenzionale delle teorie del marketing.
Si trattano temi e problemi delicati per i quali è difficile realizzare ricerche specifiche e vengono generati benefici difficilmente quantificabili, molto spesso infatti si ipotizzano cambiamenti e risultati soprattutto nel lungo periodo.

Marketing sociale
Le Organizzazioni non profit ed il marketing sociale

Le attività di marketing applicate sono finalizzate al reperimento delle risorse (finanziarie, materiali ed umane) necessarie a sostenere le attività dell’organizzazione e a promuoverne il suo sviluppo costante nel tempo.
Alla base del fundraising c’è la missione solidale, la buona causa da proporre all’attenzione dei donatori. Attenzione che va guadagnata e mantenuta.
Per quel che riguarda il reperimento delle risorse necessarie a sostenere i progetti, le organizzazioni del terzo settore si trovano ad operare in un contesto altamente competitivo. In tale scenario un vantaggio competitivo nasce dalla capacità di costruire delle buone relazioni con i diversi interlocutori.
La comunicazione con i sostenitori (attuali o potenziali) per Emergency nasce come una naturale conseguenza del suo agire, dell’impegno, dell’esperienza diretta avuta nei contesti in cui interviene e questo si riflette nello stile, nei contenuti e nelle modalità di relazione.
Emergency si posiziona tra le Ong come un’organizzazione medica che opera in contesti di guerra o di bisogno ed è specializzata nella realizzazione di progetti di alto livello professionale. E’ un’organizzazione neutrale che opera evitando che il proprio intervento venga percepito come sostegno ad una parte o all’altra.
Fin dall’avvio della proprie attività nel 1994, l’associazione ha assunto l’impegno di mantenere i costi amministrativi sotto il 10% del bilancio totale, per ottimizzare e concentrare l’impiego delle risorse finanziarie negli obiettivi statutari.
Emergency ha scelto di non investire fondi altrimenti destinati per la promozione di campagne di informazione e sensibilizzazione, al fine di garantire trasparenza nella gestione delle donazioni. In Emergency, in particolare, la raccolta fondi è sempre collegata ad uno specifico progetto o intervento. Al momento dell’avvio di una raccolta fondi vengono rese chiare le finalità, le modalità ed i tempi delle attività da finanziare. Sempre con il fine di garantire trasparenza, ogni anno viene redatto un bilancio di gestione che spiega chiaramente come sono stati gestiti i fondi e quali sono le necessità di gestione.
Diverse le modalità di fundraising utilizzate: le sponsorizzazioni, il tesseramento dei soci e gli eventi speciali. L’obiettivo costante è quello di creare un dialogo con il donatore, renderlo partecipe dei progetti che lo si chiama a sostenere.