La qualità dei prodotti ed etica nel prezzo

Dopo un periodo iniziale, in cui le imprese erano attente a contrastare l’inquinamento, si è giunti a considerare l’ambiente come un fattore di sviluppo e, quindi, è nato il “sustainable marketing”, termine inventato da Sheth e Parvatiyar, che indica l’unione di attività economica e difesa dell’ambiente. Questo tipo di marketing porterà l’impresa verso una posizione di vantaggio competitivo, poiché un grande numero di consumatori mostra un maggior interesse verso prodotti di qualità. Le aziende, dunque, si devono impegnare nello sviluppo di prodotti di elevata qualità, che vadano incontro ai bisogni dei consumatori. Questa, per fortuna, è una tendenza stabile e destinata a durare a lungo, in vista dei grandi benefici che apporterà alle imprese impegnate in tal senso.
Un aspetto da tenere in considerazione è quello relativo alla sicurezza dei prodotti. A tal proposito, occorrerà prendere in esame l’utilizzo di avvertenze ed istruzioni per l’uso, ed applicare il principio del caveat vendor, ovverosia la responsabilità dell’impresa per ogni danno eventuale. Estrema attenzione va poi rivolta al packaging del prodotto. Tutto questo comporterà dei costi maggiori ma necessari, visto che oggi i consumatori desiderano prodotti di alta qualità. L’impresa dovrà fornire al consumatore, soprattutto, le informazioni riguardanti i rischi che può correre, che spesso vengono tenute nascoste. Molto importanti sono le istruzioni d’uso e le avvertenze, che devono essere chiare, complete e catturare l’attenzione.
Per quanto riguarda l’impatto ambientale dei prodotti, un prodotto verde dovrebbe essere pulito dal punto di vista delle emissioni, ma anche fabbricato con materie riciclabili o biodegradabili e con tecniche che consentano un certo risparmio energetico.
Rispetto all’utilità del prodotto, spesso si accusano le imprese di stabilire a priori l’obsolescenza dei prodotti, così da accrescere le vendite, spingendo ad effettuare nuovi acquisti, soprattutto nel campo dei beni tecnologici.
Per concludere le considerazioni di tipo etico nei confronti del prodotto, è consigliabile che le imprese si muovano in questo senso già nella fase di progettazione, tenendo sempre presente il target a cui ci si rivolge.
Anche nelle decisioni relative al prezzo, è necessario attenersi a valori etici e di trasparenza. Spesso, infatti, vengono messi in atto comportamenti ingannevoli nei confronti del consumatore, come, ad esempio, quando, in una confezione, viene diminuita la quantità del prodotto, lasciandone invariato il prezzo. Le autorità regolatrici e le associazioni dei consumatori hanno espresso un forte interesse per l’argomento e sono intervenuti più volte a tutela del consumatore.
Uno dei temi più attuali dell’odierno dibattito è, inoltre, l’aumento dei prezzi avvenuto subito dopo l’entrata in vigore dell’ euro.
Infine, le azioni anti competitive basate sul prezzo sono disciplinate attraverso una normativa antitrust, allo scopo di difendere la libera concorrenza ed il cliente da eventuali situazioni di monopolio e mantenere, quindi, la sovranità del consumatore.

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Marketing concept

La filosofia del marketing ha rivoluzionato il mondo del mercato, fornendo un mix di regole e direttive, atte ad incrementare enormemente la vendita di prodotti e servizi, attraverso il soddisfacimento dei bisogni di gruppi di clienti.
Secondo Kotler “il concetto di marketing presuppone che la chiave per raggiungere gli scopi organizzativi consiste nel determinare le necessità e le esigenze dei mercati designati e nel distribuire soluzioni soddisfacenti in maniera più efficace della concorrenza.” Da quando il sistema è stato introdotto nel mondo del mercato, nel secondo dopoguerra , si è assistito ad un impiego sempre maggiore dei suoi principi da parte di tutti i settori che forniscono beni e servizi.
Non solo, ma si è arrivati ad impiegarlo molto proficuamente anche in altri settori, diversi da quello prettamente economico, quali il settore etico-sociale e del non profit, giungendo perfino ad impiegarlo in ambito strettamente personale per la promozione della propria immagine e per la realizzazione dei propri obiettivi.
Oggi si può ben dire che non esiste più alcuna industria od ente pubblico o privato che non disponga di una struttura riservata al marketing management.
Kotler, acclamato come il maggior esperto al mondo nelle strategie di marketing dal Management Centre Europe, ci fornisce il seguente Case Histories, relativo al valore del marketing: “Il Ceo di Kmart decise di tagliare il budget di marketing quando la sua impresa cominciò a sentire i morsi della recessione. Il risultato fu disastroso e il crollo delle vendite di Kmart fu nettamente superiore ai risparmi ottenuti abbattendo i costi di marketing, poiché molti clienti si rivolsero a Target e Wal-Mart”.
Nato per incrementare la vendita dei prodotti tangibili ed i profitti delle aziende, ben presto fu adottato anche nel mercato dei servizi, acquisendo man mano diversificazioni specialistiche per i differenti settori dell’operato umano. Si sono sviluppati così diversi modelli di marketing a seconda del ruolo che nell’impresa vengono chiamati a ricoprire.
Ritroviamo pertanto differenti denominazioni, quali, ad esempio: marketing pubblico, turistico, politico, sanitario, ambientale,ambientale, relazionale, etico, internazionale, mediatico, sociale, virale, guerrilla, non profit, dei servizi, teatrale, di se stessi, psicologico.
Lo sviluppo del marketing si è sempre più orientato verso una valenza di carattere etico – sociale, che si è pertanto aggiunta alla componente commerciale, nobilitando la preesistente dottrina economica. Attualmente si incominciano a profilare le figure del marketing umanitario ed etico giungendo perfino a raffigurare un peace marketing, quale potrebbe individuarsi nel sistema in vigore presso le istituzioni ed organizzazioni umanitarie e di pace.

Incremento degli scambi e delle relazioni internazionali

Come si è detto, le nuove tecnologie unite al contemporaneo sviluppo di tecniche di mercato all’avanguardia, come i principi di marketing, ed agli accordi commerciali internazionali, hanno portato ad un incremento straordinario degli scambi commerciali e del turismo internazionali.
Kotler afferma che “un’impresa che domina solamente il suo mercato interno finirà per perderlo, perché inevitabilmente forti concorrenti stranieri vi faranno il loro ingresso e la sfideranno. Oggi il business non ha confini.”
L’importanza di fare global marketing, ossia creare e governare i rapporti di interazione e di scambio con altri soggetti in campo internazionale, diventa sempre più fondamentale in un mercato in cui il knowledge management rende il sapere la principale risorsa competitiva.
Il global marketing oggi è pertanto indispensabile per affrontare il caos del mondo competitivo moderno.
Ormai non esiste impresa commerciale di un certo livello che non abbia un ufficio marketing e suoi referenti o sue filiali in campo internazionale.
Merci di ogni specie viaggiano per tutto il globo terracqueo.
Oggi difatti non c’è alcun tipo di merce che non si possa trasportare da un continente all’altro. I mezzi di trasporto assicurano un’elevata sicurezza, straordinarie velocità di crociera, massimo comfort, enorme capacità di carico e, pertanto, facilitano al massimo grado la realizzazione di ogni esigenza turistico-commerciale.
Di conseguenza, si registra un flusso di viaggiatori e di business straordinario, che, inevitabilmente, comporta un avvicinamento tra popoli e culture diverse. Le organizzazioni diplomatiche stabiliscono strette relazioni quasi senza limiti di tempo e di spazio. La frequenza di rapporti tra i governanti molto spesso conduce a vincoli di amicizia personale, che non si riscontrano, tranne rare eccezioni, in precedenti epoche storiche.
Gli accordi di Oslo del 1993, intercorsi tra Rabin, Peres e Arafat, insigniti, per questo fatto, nel 1994, del premio Nobel per la pace.
Né si può sottacere il vastissimo significato apostolico – politico del lungo pellegrinaggio di Papa Giovanni Paolo II, costituito da ben 104 viaggi, attraverso tutti i continenti della terra.
E’ stato il Papa che ha viaggiato più di tutti i Papi precedenti messi insieme ed è stato anche lui in Turchia, dove era pure andato il Papa Paolo VI.
Di enorme significato pastorale e portata storica per una migliore comprensione tra i popoli e le diverse culture religiose sono stati , in particolar modo, i viaggi nel Regno Unito, dove ha incontrato il Capo delle Chiese Anglicane, in Romania, dove è avvenuto l’incontro con i Capi locali della Chiesa Ortodossa, negli Stati Uniti d’America, a Damasco, dove ha visitato la Moschea degli Omayyadi: la prima visita di un Papa in una Moschea.
E tutto questo si è potuto realizzare, come si è detto, oltre che per la buona volontà di grandi uomini, anche per l’evoluzione congiunta dei mezzi tecnici, dei sistemi di comunicazione e dei principi economico-commerciali.

Le vie del Petrolio e degli altri beni

Il petrolio, si sa, è un bene prezioso soprattutto per i paesi industrializzati, tanto da essere indicato con l’appellativo di oro nero. Esso rappresenta la più importante fonte di energia del Pianeta.
La maggior parte delle riserve petrolifere sono concentrate nei paesi arabi che si affacciano sul Golfo Persico: Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Iran.
A questi si aggiungono il Venezuela, la Russia, la Libia, il Messico, la Cina, la Nigeria, gli USA, il Quasar, la Norvegia, l’Algeria, il Brasile, l’ Oman, il Kazakistan, l’Angola ed il Regno Unito.
L’OPEC, “Organization of the Petroleum Exporting Countries”, riunisce i seguenti 11 paesi esportatori di petrolio: Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Venezuela, Qatar, Indonesia, Libia, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Nigeria, che coprono circa il 40% della produzione petrolifera mondiale.
L’OPEC rappresenta un classico esempio di come gli interessi economici possono aggregare nazioni di diversa fede e cultura.
E’ da notare che la maggior parte dei paesi industrializzati, come gli USA, non dispongono delle riserve necessarie al loro fabbisogno e sono costretti ad importarlo dai paesi dell’ OPEC, i quali effettuano un’estrazione limitata di greggio per tenerne alto il prezzo.
Le vie del petrolio costituiscono una rete di enorme portata, che invade capillarmente il pianeta e rappresenta una condizione unica per favorire l’incontro fra tutti i popoli della terra ad ogni livello.
Gli enormi interessi in gioco costituiscono allo stesso tempo gravi motivi di discordia come anche estremi tentativi di raggiungere accordi di portata mondiale, riguardanti la sopravvivenza stessa dell’ attuale sistema di vita.
Il global marketing, in questo contesto, se applicato correttamente nei suoi principi relativi al cause related marketing, alla fidelizzazione del cliente, alla long term relationship, alla partnership o alleanza strategica, all’eticità della marca, alla customer satisfation e ad altri simili procedimenti, instauratisi nell’attuale millennio, potrebbe divenire un provvidenziale ed imprevisto aiuto alle aspirazioni di pace degli uomini. La forza del capitalismo è tale da riuscire ad imporre perfino ideali etici.
Il marketing etico, infatti, riesce a coniugare i profitti dell’azienda con il benessere del consumatore e della società, imponendo all’azienda stessa un comportamento socialmente responsabile.
Ecco perché le vie del petrolio, pur contenendo in nuce il pomo della discordia, si potrebbero tramutare in un’occasione di dialogo costruttivo, anche in virtù del marketing etico.

IL CONTENUTO ETICO DEL MESSAGGIO PUBBLICITARIO

La comunicazione è uno degli aspetti più importanti del marketing e, quindi, deve essere attribuita molta rilevanza alla immagine etica. Diversi studiosi hanno una posizione molto critica nei confronti di una pubblicità persuasiva, poiché essa influenzerebbe in modo eccessivo il consumatore e, di conseguenza, se ne dovrebbe limitare l’utilizzo.

Altro tema di discussione riguarda il fatto se sia giusta la cosiddetta dolus bonus, ossia una forma di comunicazione che mette in evidenza solo gli aspetti positivi di un prodotto, con diverse esagerazioni. Il dolus bonus non è considerato negativamente, a patto che non sia ingannevole.

A parte questi concetti, sono di due tipi le maggiori accuse rivolte alla comunicazione di marketing. Innanzitutto l’invasione dei messaggi pubblicitari, che oramai sono dispersi ovunque. Poi, gli effetti dannosi di questi ultimi sulle persone, poiché essi sono in grado di manipolarne il comportamento e provocare cambiamenti nella società, grazie anche al potere dei nuovi media ed alla deregulation, che ha enormemente aumentato lo spazio d’azione delle imprese. Nel messaggio, poi, si tende ad associare al prodotto aspetti immateriali, come i sentimenti, giungendo così ad influenzare gli individui e la società.

Con l’imponente sviluppo delle tecnologie informatiche, si avverte la necessità di stabilire nuove norme di carattere etico in merito all’utilizzo di internet.

In quest’ambito, riveste un ruolo rilevante la legge formale, anche se spesso essa si dimostra carente. Si spera, dunque che la maggioranza degli operatori segua un codice etico.

Un tema di discussione è quello relativo alla privacy. Per quanto concerne l’e-marketing, il codice AMA (American Marketing Association) stabilisce che le informazioni riguardanti il consumatore possono essere utilizzate solamente per scopi precisi. Spesso, però, queste norme non vengono rispettate, come, ad esempio, quando un sito registra i dati degli utenti che cliccano su un banner pubblicitario, senza richiedere alcun consenso sul trattamento dei dati personali allo scopo di inviare dopo ad essi e-mail di tipo pubblicitario. Esistono diversi altri sistemi per raccogliere informazioni sui consumatori, tutti accomunati dal fatto di violare la privacy, poiché non autorizzati.

A tal proposito, la Federal Trade Commission ha preso in considerazione diversi elementi per valutare l’eticità dell’ uso delle informazioni attraverso la rete, come il fatto che gli utenti devono essere consapevoli, devono poter dare o meno il loro consenso al trattamento dei dati e poter accedere ad essi e modificarli.

Un altro problema derivante dalla diffusione delle nuove tecnologie è rappresentato dalla violazione del diritto di proprietà intellettuale, come, ad esempio la violazione dei diritti di copyright o di marchio. A tal proposito, le imprese che operano on-line devono attuare volontariamente una propria dirittura etica.

La distribuzione

Per quanto riguarda la distribuzione dei beni, c’è da prendere atto che essa ultimamente è divenuta molto importante dal punto di vista strategico e le imprese distributive hanno visto crescere il loro potere di mercato. Di conseguenza, i produttori hanno a che fare con imprese non più subordinate ad essi, ma che, invece, spesso, danno vita a proprie marche commerciali. Tutto ciò ha spinto i produttori di beni a controllare in misura maggiore i canali distributivi, allo scopo di non permettere di essere danneggiati da essi.

Anche nell’ ambito della distribuzione emergono, quindi, problematiche di tipo etico, come nel caso della trade promotion, ovvero una tariffa pagata al distributore, in modo che questo dia spazi adeguati al prodotto. Questa pratica è stata accusata per il fatto di favorire i grandi produttori, dando luogo ad una conseguente riduzione della concorrenza che  limita il potere di scelta dei consumatori.

Un’altra pratica che è oggetto di discussione è quella dei gray markets, ossia di “quei mercati in cui si realizza la vendita di prodotti attraverso canali di distribuzione non autorizzati dal proprietario del marchio”. In questi casi, a motivo di qualche scorrettezza nel processo distributivo, il prodotto giunge nelle mani di un rivenditore che non può commercializzarlo e che  vende il prodotto ad un prezzo inferiore, compiendo, così, una concorrenza sleale e causando danni sia al produttore sia ai distributori autorizzati.

I rivenditori non autorizzati sfruttano la fiducia dei consumatori nei confronti del marchio ed offrono un servizio ed una assistenza insufficienti, senza prevedere alcuna garanzia sui prodotti a tutela del cliente.

 

Philip Kotler e le sue citazioni sul marketing

Il marketing è la funzione aziendale che individua esigenze e desideri insoddisfatti, definisce e misura la loro rilevanza e redditività potenziale, determina quali mercati obiettivo l’organizzazione può servire meglio, decide in merito a prodotti, servizi e programmi appropriati per servire i mercati individuati e fa appello a tutte le componenti dell’organizzazione per assistere il cliente e servirlo. (Philip Kotler, Il marketing dalla A alla Z, 2003)

Il marketing non è l’arte di trovare modi intelligenti per sbarazzarsi di quello che si produce. Il compito del marketing è trasformare le esigenze mutevoli delle persone in opportunità vantaggiose. Il suo scopo è creare valore proponendo soluzioni migliori, facendo risparmiare all’acquirente fatica e tempo per la ricerca e la transazione e offrendo alla comunità il più elevato benessere. (Philip Kotler, Il marketing dalla A alla Z)

Il marketing non morirà mai. (Philip Kotler)

Il marketing ha conosciuto un’evoluzione. In una prima fase era orientato alla transazione, ossia focalizzato sui metodi per vendere; poi, in una seconda fase, il marketing si è orientato alla relazione, concentrandosi sui modi per far sì che i clienti reiterassero i loro acquisti, accrescendone la frequenza e i volumi; nella terza fase, infine, il marketing è passato a invitare i consumatori a collaborare con l’impresa nello sviluppo dei prodotti e delle comunicazioni.
(Philip Kotler)

La regola aurea del marketing: proponetevi ai vostri clienti così come vorreste che si proponessero a voi.
(Philip Kotler)

Il nemico del marketing è la vendita mordi e fuggi, dove l’obiettivo è quello di vendere a tutti i costi, invece di acquisire un cliente a lungo termine.
(Philip Kotler)

Una buona azione di marketing si sviluppa prima che l’azienda realizzi un prodotto o entri un un mercato, e continua per molto tempo dopo la vendita.
(Philip Kotler)

Gli acquisti effettuati in passato dai clienti offrono molti indizi su quello che potrebbero essere interessati ad acquistare in futuro.
(Philip Kotler)

Il marketing olistico è uno spostamento dall’orientamento al prodotto verso l’orientamento al cliente, dal vendere prodotti al soddisfare i clienti.
(Philip Kotler)

Il Marketing 3.0 configura la fase in cui le imprese spostano la propria focalizzazione dal consumatore all’umanità nel suo complesso e la ricerca del profitto viene bilanciata dalla responsabilità sociale d’impresa.
(Philip Kotler)

La consegna ritardata o il danneggiamento dei prodotti, la fatturazione poco accurata, un’assistenza carente o altri disguidi provocano reazioni negative nei clienti. Il compito del marketing è quello di indurre tutti i membri dell’azienda a “orientarsi al cliente” e a mantenere la promessa del marchio.
(Philip Kotler)

ERGONOMIA NEL LAVORO

Negli ultimi 35 anni si sono modificate enormemente le modalità su come gestire un’impresa efficiente, poiché è stato dimostrato che si può dar vita ad ambienti lavorativi ergonomicamente sani, vantaggiosi sia per i lavoratori che per l’azienda. Grazie, quindi, all’approccio unitario di ergonomia e organizzazione del lavoro è possibile migliorare la qualità del lavoro e, di conseguenza, incrementare la produttività ed acquisire una forza competitiva superiore. Queste due discipline, infatti, si interessano dell’interazione tra persone o gruppi nell’ambito dell’azienda, delle attrezzature e dell’ambiente di lavoro, concentrando l’attenzione sui lavoratori.

Ergonomia nel lavoro
Ergonomia

Innanzitutto, una buona progettazione dei compiti e delle mansioni, che parta da una descrizione ed analisi dei compiti stessi, può apportare notevoli benefici nell’organizzazione del lavoro e nell’ambiente di lavoro.
I compiti devono essere progettati sulla base delle capacità e dei limiti della persona, stabilendo con chiarezza cosa deve fare il lavoratore.
Riveste particolare importanza il carico di lavoro che viene imposto alle persone. Nel caso di un’attività fisica, il lavoratore può assumere posture inadeguate o effettuare dei movimenti eccessivi, come la manipolazione di carichi gravosi, con conseguenze negative per la sua stessa salute.
Anche nel lavoro intellettuale sono presenti dei carichi mentali, che possono essere inadeguati, in eccesso o in difetto, influendo così in modo negativo sull’attività che si sta svolgendo.
Quando i carichi di lavoro sono inadatti, i lavoratori possono essere colpiti da stress occupazionale. In tal caso è necessario mettere a punto degli interventi correttivi, anche se sarebbe meglio poterlo prevenire, eliminando la maggior parte delle cause scatenanti. Ma poiché questo è difficile da raggiungere in breve tempo, diviene di fondamentale importanza migliorare la capacità delle persone di sopportare lo stress.

Stress occupazionale
Stress da lavoro

Certamente, la qualità del lavoro è condizionata da come gli individui interagiscono con il loro spazio di lavoro e con l’ambiente fisico in cui agiscono, i quali, pertanto, devono essere sani, efficienti e progettati in modo analitico, altrimenti possono dar luogo a problemi fisici ed insoddisfazioni varie.
Una buona progettazione del posto di lavoro prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, la flessibilità e l’adattabilità delle varie soluzioni. I lavoratori devono avere la possibilità di modificare i compiti, i metodi di lavoro, la postura, gli aspetti ambientali, così da essere più efficienti nella propria performance e maggiormente soddisfatti.
Oltre a ciò, è molto importante costruire un edificio industriale in maniera ergonomica, tenendo nella dovuta considerazione alcuni elementi come l’ambiente fisico, l’illuminazione, la segnaletica ed adattare i luoghi di lavoro ai lavoratori disabili.

Sviluppo tecnologico
Tecnologie

Per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico, bisogna dire che esso ha avuto conseguenze sia positive che negative sul lavoro.
Infatti, da una parte ha eliminato alcuni compiti pesanti per il lavoratore, ma d’altra parte ha avuto effetti negativi, come l’isolamento dei lavoratori ed il fatto che sono le macchine a stabilire i ritmi di lavoro. Le nuove tecnologie, invece, devono considerare attentamente le esigenze umane, allo scopo di garantire un lavoro produttivo e di qualità.
Le imprese che operano in un ambiente competitivo in continua evoluzione devono necessariamente abbandonare l’approccio tradizionale basato sulla frammentazione di compiti semplici e ripetitivi che conducono alla noia ed all’inefficienza.
Allora diviene di fondamentale importanza introdurre altre tecniche al fine di attribuire ai lavoratori compiti più gratificanti. Queste tecniche sono: la rotazione, l’allargamento e l’arricchimento delle mansioni.
La rotazione e l’allargamento delle mansioni offrono varie esperienze al lavoratore, rendendolo più soddisfatto ed apportando, perciò, grandi benefici alla produttività.
La rotazione delle mansioni prevede che il lavoratore passi da un compito frammentato e ripetitivo ad un altro uguale, a determinati intervalli. Similmente, l’allargamento delle mansioni riguarda l’unione di più compiti ripetitivi in una sola mansione. Le due tecniche suddette modificano limitatamente il lavoro ma sono valide in alcune situazioni.
L’arricchimento delle mansioni prevede l’attuazione dei principi di accrescimento verticale, ossia l’aggiunta di compiti precedentemente propri degli ispettori e dei capisquadra. In questo modo vengono eliminati dei controlli sui lavoratori, si ha maggiore responsabilizzazione personale e vengono introdotti compiti nuovi e specialistici con una maggiore soddisfazione dei lavoratori.
Questa tecnica ha, però, anche degli svantaggi, dal momento che non sempre è indicata, può provocare dei risentimenti ed avere risultati limitati.
Oltre a queste tecniche, è molto importante per il successo di un’azienda lavorare in gruppo, poiché la cooperazione apporta miglioramenti nella produzione e nella qualità del lavoro. Nei team che devono gestire dei progetti è necessario che vi sia una buona conoscenza dell’azienda, una buona capacità di relazionarsi con gli altri ed una buona conoscenza dei metodi di diagnosi e soluzione dei problemi.
A tal proposito, i cambiamenti che possono intervenire in ambito lavorativo impongono una formazione che aiuti a gestirli e che offra nuove tipologie di comportamento operativo, anche relativamente al lavoro in team.
Inoltre, le imprese che basano la loro attività sui principi ergonomici devono assolutamente considerare tre aspetti strategici, cioè: il total quality management, il just-in-time manufacturing e le applicazioni informatiche.
Il Total quality management (qualità totale) si concentra sul miglioramento dei processi, sulla soddisfazione dei bisogni del cliente attraverso una elevata qualità del prodotto, sul coinvolgimento dei lavoratori, sul problem-solving di gruppo e sulle innovazioni.
Il TQM rappresenta uno strumento competitivo di grande valore per un’impresa che si pone l’obiettivo di soddisfare il cliente attraverso prodotti di qualità. In un’azienda di questo tipo vi sono cambiamenti continui nei comportamenti, nella cultura aziendale e nel management, allo scopo di apportare frequenti miglioramenti e creare una vera e propria cultura della qualità.
E’ necessario che un’impresa stabilisca chiaramente le responsabilità manageriali, verifichi la soddisfazione dei clienti e la qualità dei suoi prodotti, attui gli adeguati controlli e metta a punto audit periodici di qualità. Anche se questo sistema dà troppa importanza agli aspetti amministrativi, è comunque un elemento strategico di marketing che ha una forte presa sui consumatori.
Relativamente all’implementazione del Total Quality Management, un’impresa deve, per prima cosa, stabilire una strategia comune ed analizzare il clima interno. Quindi, bisogna creare delle task forces (piccoli gruppi che si occupano di una questione specifica) e dei gruppi di miglioramento (gruppi su base volontaria ), individuandone i leader. Infine è necessario costituire uno steering committee che si occupi della qualità con il sostegno del top management.
Il metodo Just-in-time si concentra sulla qualità totale e sulle tecniche produttive innovative.
Come nel TQM, anche in questo caso si cerca di soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. In aggiunta a ciò, questo sistema mira a ridurre le scorte usate in produzione ed a migliorare la qualità del lavoro. Ha però dei limiti nel fatto che la mancanza di stock ed il bisogno di miglioramenti costanti aumenta l’intensità del lavoro, provocando lo stress.
Le tecnologie informatiche, infine, si sviluppano continuamente ed apportano numerosi cambiamenti anche in ambito lavorativo, con effetti sia positivi che negativi. E’ molto importante che, nel momento in cui viene introdotta una nuova tecnologia in azienda, vi sia la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti. Però, non sempre le nuove tecnologie sono adatte, per vari motivi. Innanzitutto, esse possono essere molto costose e non essere adeguate nel caso in cui l’azienda non possegga le competenze necessarie.
Le nuove tecnologie, invece, risultano molto utili quando l’impresa ha le risorse finanziarie idonee a sperimentare e tollerare eventuali errori, possiede un personale informatico valido e la tecnologia informatica rappresenta un vantaggio competitivo. Infatti, essa viene utilizzata per raggiungere diversi obiettivi di management.
• Obiettivi strategici, relativi alle finalità dell’impresa.
• Obiettivi operativi, relativi all’attività operativa dell’impresa.
• Obiettivi di controllo, relativi alla riduzione dell’intervento umano ed alla sostituzione dei lavoratori con le macchine.
La nuova tecnologia, dunque, ha grande potenziale strategico nell’ambito di un’organizzazione e può offrire soluzioni innovative e benefici misurabili nel lungo periodo.
Spesso, però, si dà eccessiva attenzione agli aspetti tecnici ed agli obiettivi di controllo, ponendo in secondo piano l’aspetto umano ed organizzativo. Invece, proprio le nuove tecnologie richiedono il supporto di operatori intelligenti e preparati ed a tal proposito risulta di fondamentale importanza sviluppare le competenze dei lavoratori e dar vita a team-work autogestiti.
L’implementazione di queste tecnologie, inoltre, può dare alcuni problemi e perciò esse possono essere considerate un fattore di rischio. Infatti, sono molto costose ed i cambiamenti a livello organizzativo potrebbero causare una certa resistenza.
Per ovviare a tali problematiche è importante dar vita ad un team di progetto con un proprio leader, che gestisca l’introduzione della nuova tecnologia, tenendo in considerazione gli aspetti ergonomici ed organizzativi.
Quindi, è necessario ribadire la centralità del lavoratore nella produzione, invece di “automatizzare” tutti i processi produttivi.

http://it.wikihow.com/Creare-una-Postazione-di-Lavoro-Ergonomica

IL MARKETING DELLA PACE

Il marketing offre dei mezzi di grande efficacia sia nel campo degli scambi commerciali come nei rapporti sociali in genere e pertanto il suo impiego si è reso indispensabile in quasi tutte le attività umane.
Attualmente esso continua ad affermarsi sempre di più, acquisendo sviluppo e rilevanza sempre maggiori tanto che dalla sua originaria matrice sono scaturite diverse tipologie di marketing ed altre indubbiamente ne nasceranno in seguito. Infatti oggi si parla di marketing turistico, politico, sanitario, ambientale, relazionale, etico, internazionale, mediatico, sociale, virale, di se stessi e di altri ancora.
In particolare il global marketing, in sinergia con le più moderne tecniche di comunicazione e di trasporto, è stato decisivo nell’espansione del mercato in campo internazionale e nel conseguente incremento delle relazioni ed avvicinamento dei popoli e delle culture.
A tal proposito, bisogna dire che anche il marketing etico ha dato il suo significativo apporto con l’immissione di valori etici in ambito economico, quali, ad esempio, il cause related marketing(CRM), il contenuto etico del messaggio pubblicitario, il commercio equo e solidale (Fair Trade), l’ergonomia nel lavoro, l’ecologia, ecc.
In tale contesto evolutivo, si è rivelata determinante l’adozione del marketing sociale e non profit da parte delle Istituzioni e delle Organizzazioni umanitarie e di pace.
Kotler sostiene che: “è proprio nella sua versione sociale che il marketing, in quanto sistema basato sul rapporto con la gente, realizza completamente le sue enormi potenzialità”.
Questo concetto si è evidenziato concretamente nel corso delle mie ricerche, come si può desumere dal contesto di questo lavoro.
Dall’indagine effettuata presso alcune tra le più importanti Istituzioni ed Organizzazioni umanitarie e di pace, è emerso, infatti, che quegli Organismi che si situano ai massimi livelli di prestigio internazionale, tra cui Amnesty International, UNICEF, Medici senza Frontiere, insignite del premio Nobel per la pace, ed inoltre Emergency, adottano le più moderne politiche e strategie di marketing, ricavandone un aiuto determinante.
Queste Organizzazioni si distinguono per la chiarezza e la precisione nel definire i propri obiettivi e per l’assoluta trasparenza dei loro bilanci annuali.
Hanno la percezione esatta dell’ambiente in cui operano, delle ricerche da effettuare, dei loro utenti designati, del budget, dei controlli e del marketing mix.
Per quanto concerne la promozione, sono convinta che Organizzazioni di tale importanza per le sorti dell’umanità dovrebbero godere, secondo i principi del marketing, di maggiore visibilità nei mass media in generale ed, in particolar modo, nella televisione, che è il mezzo che gode di maggior audience.
Tale carenza promozionale è, in parte, dovuta alla scarsa pubblicistica sull’argomento ed ai preconcetti che parecchi operatori del settore mantengono nei confronti dell’utilizzo del marketing in ambiti non prettamente commerciali. A tal proposito, Antonio Foglio afferma: “dobbiamo constatare che per alcuni operatori e volontari…e per non pochi sprovveduti pensatori, continuano a perdurare prevenzioni nei confronti dell’utilizzo del marketing [non profit]”.
In un periodo in cui i valori morali pare stiano per essere sommersi dal materialismo e dall’egoismo, trovare Istituzioni ed Organizzazioni in cui credere è ciò a cui tutti aspirano. Si consideri che questi Organismi, operando per la promozione e la tutela dei diritti umani e per soccorrere le popolazioni in crisi, agiscono per il bene comune e spesso per il più grande dei beni comuni: la pace.
Alcune Organizzazioni come Amnesty Inernational, UNICEF e Medici senza Frontiere sono state insignite del premio Nobel per la pace. Perciò la pubblicità in favore di questi enti rappresenta un incalcolabile beneficio di immagine per gli sponsor e per i media che le sostengono.
Mi sorprende pertanto tale fenomeno, dal momento che dovrebbero invece apparire giornalmente spot e programmi che riflettono temi di rilevanza fondamentale, quali la povertà, la difesa dei diritti umani e la pace nel mondo.
Oggi c’è una grande richiesta di valori etici, di trasparenza e di credibilità; pertanto è facile intuire che questo tipo di trasmissioni accrescerebbe l’audience, con inestimabili profitti soprattutto per i media, notoriamente interessati alla pubblicità. Si pensi alle trasmissioni in favore di Telethon.
E’ necessario aprire le porte ai costruttori di pace, alle organizzazioni impegnate per la giustizia e la difesa dei diritti umani.
E’ di capitale importanza perciò che venga previsto un budget adeguato al valore di tali obiettivi.
Le imprese che attuano il TQM (Total Quality Management) dovrebbero destinare maggiori risorse alla sponsorizzazione abbinata.
E’ proprio uno dei principi fondamentali del marketing etico che un tale abbinamento è altamente redditizio anche e soprattutto per l’azienda sostenitrice, in termini di immagine e di conseguente profitto.
Sarebbe auspicabile pertanto che su tutti i prodotti di imprese che adottano principi di TQM fosse impresso il marchio di un’Organizzazione umanitaria e di pace.
Sarebbe l’era del “peace marketing”.