Se

Se riesci a mantenere la calma

quando tutti intorno a te la stanno perdendo;

Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te

tenendo però in giusto conto i loro dubbi;

Se sai aspettare senza stancarti di aspettare

o se calunniato non rispondi con calunnie

o se odiato non dai sfogo all’odio, senza tuttavia sembrare troppo buono

né parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta

e trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto

distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui;

Se sai guardare con serenità alle cose e agli affetti distrutti

e ricostruirli con i tuoi strumenti ormai logori;

Se sai mettere insieme tutte le tue vittorie

e rischiarle in un solo colpo a testa e croce e perdere, e ricominciare da capo

senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;

Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi

a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più

e così resistere quando in te non c’è più nulla

tranne la volontà che dice loro “resistete”;

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà

o passeggiare con i re senza perdere il comportamento normale;

Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi;

Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;

Se riesci a riempire l’inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa

tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa

e – quel che più conta – tu sarai un uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling

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Lo sviluppo del dialogo

Gli accordi commerciali di solito portano ad un avvicinamento tra i popoli. Il commercio è stato sempre una forza trainante degli incontri di civiltà fin dalle epoche più remote.
Infatti i primi trattati “di commercio” o “di amicizia commercio e navigazione” risalgono al XII sec. specialmente per iniziativa delle Repubbliche Marinare Italiane.
Oggi il grado di interdipendenza economica fra paesi è cresciuto ai massimi livelli. Soprattutto le esportazioni dei paesi in via di sviluppo , sono in vertiginoso aumento, grazie anche agli aiuti iniziali da parte dell’ ONU.
Attualmente molti paesi che fino ad alcuni anni fa si definivano terzo mondo si sono industrializzati massicciamente e sono divenuti tra i maggiori esportatori mondiali. Per questo motivo ormai il terzo mondo non esiste più e si è dovuto coniare il termine di quarto mondo per indicare i paesi con maggior tasso di povertà, che devono essere aiutati dall’Onu. Verso questi paesi si indirizzano anche i maggiori aiuti umanitari da parte delle Istituzioni e delle Organizzazioni umanitarie.
L’Organizzazione Mondiale del Commercio, OMC o WTO(World Trade Organization) è un’organizzazione internazionale delle Nazioni Unite creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi internazionali relativi al commercio tra i 150 stati membri.
Il WTO è stato istituito il 1 gennaio 1995.
Il WTO ha ereditato le funzioni che in precedenza deteneva il GATT.
I negoziati politico-sociali.
I negoziati politico-sociali avvengono quotidianamente. I negoziati internazionali che portano a concludere i più importanti trattati internazionali, comportano assidue trattative diplomatiche fra tutti gli Stati della Terra, che non sarebbe possibile attuare senza i moderni sistemi di comunicazione e di trasporto.
I trattati che più interessano il nostro tema ed il secolo in cui viviamo sono quelli riguardanti la non proliferazione delle armi nucleari, l’ONU, l’EU, la Corte penale internazionale, la Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU), la NATO, le Convenzioni dell’Aja del 1899 e del 1907 (di diritto bellico) e di Ginevra del 1949 (di diritto umanitario).
Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).
E’ stato firmato il 1 luglio 1968 dalle seguenti Nazioni: USA, Regno Unito e Unione Sovietica, e contribuì in modo determinante a contenere la diffusione delle armi nucleari durante la fine della guerra fredda.
Secondo tale trattato, le Nazioni che non dispongono di armamenti nucleari non possono fornirsi di tali tecnologie se non per scopi pacifici e sotto il controllo della AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica).
Oggi aderiscono al trattato 189 Nazioni. Non vi aderiscono Israele, Pakistan, India, Corea del Nord.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
Fu fondata a San Francisco nel 1945, in sostituzione della Società delle Nazioni, su iniziativa di Cina- Taiwan, Francia, Unione Sovietica, Regno Unito e Stati Uniti, che sono i cinque Stati usciti vincenti dalla seconda guerra mondiale.
Essa ha lo scopo di mantenere la pace e la sicurezza internazionale e conseguire con mezzi pacifici la composizione o la soluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare ad una violazione della pace.
E’ la più grande organizzazione internazionale e vi aderiscono 192 Stati.
L’ONU, nata appunto per prevenire od arginare, per quanto possibile, eventi bellici e per migliorare la qualità di vita delle popolazioni povere, è intervenuta in moltissime occasioni per il compimento della sua missione.
56 sono stati i militari italiani uccisi in missioni ONU dal 1961 al 2006 nel Congo, Libano, Croazia, Sarajevo, Somalia, Iraq, Afghanistan.
L’ONU inoltre dispone di 22 Uffici, Agenzie ed Organizzazioni specializzate, che concorrono ad erogare aiuti di vario genere alle popolazioni povere o vittime delle guerre.
L’Unione Europea.
E’ un’organizzazione internazionale, di tipo soprannazionale, che dal 1° gennaio 2007 comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici; si tratta della più vasta “confederazione” di Stati indipendenti esistente al mondo. E’ stata istituita col Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 e dispone di una moneta unica, l’euro, regolamentata dalla Banca Centrale Europea e attualmente adottata da 19 dei 28 Stati membri; essa presenta un’unione doganale fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai suoi cittadini libertà di movimento, lavoro ed investimento all’interno degli stati membri. L’Unione presenta inoltre una politica agricola e commerciale comune e una politica comune della pesca.
La Corte Penale Internazionale (International Criminal Court – ICC).
Ha lo scopo di assicurare che i crimini internazionali più gravi, quali il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, non rimangano impuniti.
E’ stata fondata nel 2002 ed ha sede all’Aja.
Si ricorda il contributo fondamentale di Emma Bonino che guidò la delegazione della Commissione europea ai lavori preparatori e alla conferenza per l’istituzione della Corte.
La Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
E’ stata istituita dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e per assicurarne il rispetto. Ha sede a Strasburgo.
La Corte può ricevere sia ricorsi individuali che ricorsi da parte degli Stati contraenti.
La NATO ( North Atlantic Treaty Organization).
Creata nel 1949 in opposizione al Patto di Varsavia, è un’alleanza di carattere militare il cui principio fondamentale è rappresentato dall’art. 5 del trattato secondo cui si sancisce che un attacco armato condotto contro uno Stato facente parte dell’ Alleanza viene considerato come un attacco contro tutti gli Stati che compongono l’Alleanza stessa, i quali perciò hanno il dovere di assistere lo Stato attaccato e di prendere tutte le azioni necessarie, compreso l’uso delle Forze Armate, contro lo stato attaccante, esercitando il diritto all’autodifesa, previsto all’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite.
Fanno parte della NATO 28 Stati. Ha sede a Bruxelles.
Le Convenzioni dell’Aja del 1899 e del 1907 (di diritto bellico).
Le Convenzioni dell’Aia sono tra i più importanti trattati internazionali e sono nate con lo scopo di mantenere la pace, ridurre gli armamenti e la regolamentare la guerra.
Esse costituiscono, fra l’altro, la base giuridica che giustifica l’istituzione dei tribunali militari da Norimberga in poi.
Stabiliscono norme relative:
al divieto dell’uso di armi chimiche;
al trattamento umanitario dei prigionieri di guerra;
all’adozione delle regole dell’onor militare in battaglia;
alla salvaguardia di edifici di beneficenza, di cura, di interesse storico, culturale e sacro;
al divieto di saccheggi, ecc.
Queste convenzioni hanno il grande merito di avere istituito regole umanitarie e di civiltà per il caso di conflitto armato.
Le convenzioni di Ginevra del 1949 (di diritto umanitario).
Le Convenzioni di Ginevra sono quattro e trattano di diritto delle vittime di guerra e di diritto internazionale umanitario.
In particolare si occupano del miglioramento delle condizioni dei feriti e dei malati delle Forze armate in campagna ed in mare, del trattamento dei prigionieri di guerra e della protezione delle persone civili in tempo di guerra.
Anche queste Convenzioni rappresentano un importante progresso verso una civiltà impegnata nell’alleviare le sofferenze della guerra.

La NATO

Gli Stati che aderiscono al presente Trattato riaffermano la loro fede negli scopi e nei principi dello Statuto delle Nazioni Unite e il loro desiderio di vivere in pace con tutti i popoli e con tutti i governi. Si dicono determinati a salvaguardare la libertà dei loro popoli, il loro comune retaggio e la loro civiltà, fondati sui principi della democrazia, sulle libertà individuali e sulla preminenza del diritto. Aspirano a promuovere il benessere e la stabilità nella regione dell’Atlantico settentrionale. Sono decisi a unire i loro sforzi in una difesa collettiva e per la salvaguardia della pace e della sicurezza.
LA NATO

Incremento degli scambi e delle relazioni internazionali

Come si è detto, le nuove tecnologie unite al contemporaneo sviluppo di tecniche di mercato all’avanguardia, come i principi di marketing, ed agli accordi commerciali internazionali, hanno portato ad un incremento straordinario degli scambi commerciali e del turismo internazionali.
Kotler afferma che “un’impresa che domina solamente il suo mercato interno finirà per perderlo, perché inevitabilmente forti concorrenti stranieri vi faranno il loro ingresso e la sfideranno. Oggi il business non ha confini.”
L’importanza di fare global marketing, ossia creare e governare i rapporti di interazione e di scambio con altri soggetti in campo internazionale, diventa sempre più fondamentale in un mercato in cui il knowledge management rende il sapere la principale risorsa competitiva.
Il global marketing oggi è pertanto indispensabile per affrontare il caos del mondo competitivo moderno.
Ormai non esiste impresa commerciale di un certo livello che non abbia un ufficio marketing e suoi referenti o sue filiali in campo internazionale.
Merci di ogni specie viaggiano per tutto il globo terracqueo.
Oggi difatti non c’è alcun tipo di merce che non si possa trasportare da un continente all’altro. I mezzi di trasporto assicurano un’elevata sicurezza, straordinarie velocità di crociera, massimo comfort, enorme capacità di carico e, pertanto, facilitano al massimo grado la realizzazione di ogni esigenza turistico-commerciale.
Di conseguenza, si registra un flusso di viaggiatori e di business straordinario, che, inevitabilmente, comporta un avvicinamento tra popoli e culture diverse. Le organizzazioni diplomatiche stabiliscono strette relazioni quasi senza limiti di tempo e di spazio. La frequenza di rapporti tra i governanti molto spesso conduce a vincoli di amicizia personale, che non si riscontrano, tranne rare eccezioni, in precedenti epoche storiche.
Gli accordi di Oslo del 1993, intercorsi tra Rabin, Peres e Arafat, insigniti, per questo fatto, nel 1994, del premio Nobel per la pace.
Né si può sottacere il vastissimo significato apostolico – politico del lungo pellegrinaggio di Papa Giovanni Paolo II, costituito da ben 104 viaggi, attraverso tutti i continenti della terra.
E’ stato il Papa che ha viaggiato più di tutti i Papi precedenti messi insieme ed è stato anche lui in Turchia, dove era pure andato il Papa Paolo VI.
Di enorme significato pastorale e portata storica per una migliore comprensione tra i popoli e le diverse culture religiose sono stati , in particolar modo, i viaggi nel Regno Unito, dove ha incontrato il Capo delle Chiese Anglicane, in Romania, dove è avvenuto l’incontro con i Capi locali della Chiesa Ortodossa, negli Stati Uniti d’America, a Damasco, dove ha visitato la Moschea degli Omayyadi: la prima visita di un Papa in una Moschea.
E tutto questo si è potuto realizzare, come si è detto, oltre che per la buona volontà di grandi uomini, anche per l’evoluzione congiunta dei mezzi tecnici, dei sistemi di comunicazione e dei principi economico-commerciali.

Le vie del Petrolio e degli altri beni

Il petrolio, si sa, è un bene prezioso soprattutto per i paesi industrializzati, tanto da essere indicato con l’appellativo di oro nero. Esso rappresenta la più importante fonte di energia del Pianeta.
La maggior parte delle riserve petrolifere sono concentrate nei paesi arabi che si affacciano sul Golfo Persico: Arabia Saudita, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Iran.
A questi si aggiungono il Venezuela, la Russia, la Libia, il Messico, la Cina, la Nigeria, gli USA, il Quasar, la Norvegia, l’Algeria, il Brasile, l’ Oman, il Kazakistan, l’Angola ed il Regno Unito.
L’OPEC, “Organization of the Petroleum Exporting Countries”, riunisce i seguenti 11 paesi esportatori di petrolio: Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Venezuela, Qatar, Indonesia, Libia, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Nigeria, che coprono circa il 40% della produzione petrolifera mondiale.
L’OPEC rappresenta un classico esempio di come gli interessi economici possono aggregare nazioni di diversa fede e cultura.
E’ da notare che la maggior parte dei paesi industrializzati, come gli USA, non dispongono delle riserve necessarie al loro fabbisogno e sono costretti ad importarlo dai paesi dell’ OPEC, i quali effettuano un’estrazione limitata di greggio per tenerne alto il prezzo.
Le vie del petrolio costituiscono una rete di enorme portata, che invade capillarmente il pianeta e rappresenta una condizione unica per favorire l’incontro fra tutti i popoli della terra ad ogni livello.
Gli enormi interessi in gioco costituiscono allo stesso tempo gravi motivi di discordia come anche estremi tentativi di raggiungere accordi di portata mondiale, riguardanti la sopravvivenza stessa dell’ attuale sistema di vita.
Il global marketing, in questo contesto, se applicato correttamente nei suoi principi relativi al cause related marketing, alla fidelizzazione del cliente, alla long term relationship, alla partnership o alleanza strategica, all’eticità della marca, alla customer satisfation e ad altri simili procedimenti, instauratisi nell’attuale millennio, potrebbe divenire un provvidenziale ed imprevisto aiuto alle aspirazioni di pace degli uomini. La forza del capitalismo è tale da riuscire ad imporre perfino ideali etici.
Il marketing etico, infatti, riesce a coniugare i profitti dell’azienda con il benessere del consumatore e della società, imponendo all’azienda stessa un comportamento socialmente responsabile.
Ecco perché le vie del petrolio, pur contenendo in nuce il pomo della discordia, si potrebbero tramutare in un’occasione di dialogo costruttivo, anche in virtù del marketing etico.