ERGONOMIA NEL LAVORO

Ergonomia nel lavoro

Negli ultimi 35 anni si sono modificate enormemente le modalità su come gestire un’impresa efficiente, poiché è stato dimostrato che si può dar vita ad ambienti lavorativi ergonomicamente sani, vantaggiosi sia per i lavoratori che per l’azienda. Grazie, quindi, all’approccio unitario di ergonomia e organizzazione del lavoro è possibile migliorare la qualità del lavoro e, di conseguenza, incrementare la produttività ed acquisire una forza competitiva superiore. Queste due discipline, infatti, si interessano dell’interazione tra persone o gruppi nell’ambito dell’azienda, delle attrezzature e dell’ambiente di lavoro, concentrando l’attenzione sui lavoratori.

Ergonomia nel lavoro
Ergonomia

Innanzitutto, una buona progettazione dei compiti e delle mansioni, che parta da una descrizione ed analisi dei compiti stessi, può apportare notevoli benefici nell’organizzazione del lavoro e nell’ambiente di lavoro.
I compiti devono essere progettati sulla base delle capacità e dei limiti della persona, stabilendo con chiarezza cosa deve fare il lavoratore.
Riveste particolare importanza il carico di lavoro che viene imposto alle persone. Nel caso di un’attività fisica, il lavoratore può assumere posture inadeguate o effettuare dei movimenti eccessivi, come la manipolazione di carichi gravosi, con conseguenze negative per la sua stessa salute.
Anche nel lavoro intellettuale sono presenti dei carichi mentali, che possono essere inadeguati, in eccesso o in difetto, influendo così in modo negativo sull’attività che si sta svolgendo.
Quando i carichi di lavoro sono inadatti, i lavoratori possono essere colpiti da stress occupazionale. In tal caso è necessario mettere a punto degli interventi correttivi, anche se sarebbe meglio poterlo prevenire, eliminando la maggior parte delle cause scatenanti. Ma poiché questo è difficile da raggiungere in breve tempo, diviene di fondamentale importanza migliorare la capacità delle persone di sopportare lo stress.

Stress occupazionale
Stress da lavoro

Certamente, la qualità del lavoro è condizionata da come gli individui interagiscono con il loro spazio di lavoro e con l’ambiente fisico in cui agiscono, i quali, pertanto, devono essere sani, efficienti e progettati in modo analitico, altrimenti possono dar luogo a problemi fisici ed insoddisfazioni varie.
Una buona progettazione del posto di lavoro prevede il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, la flessibilità e l’adattabilità delle varie soluzioni. I lavoratori devono avere la possibilità di modificare i compiti, i metodi di lavoro, la postura, gli aspetti ambientali, così da essere più efficienti nella propria performance e maggiormente soddisfatti.
Oltre a ciò, è molto importante costruire un edificio industriale in maniera ergonomica, tenendo nella dovuta considerazione alcuni elementi come l’ambiente fisico, l’illuminazione, la segnaletica ed adattare i luoghi di lavoro ai lavoratori disabili.

Sviluppo tecnologico
Tecnologie

Per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico, bisogna dire che esso ha avuto conseguenze sia positive che negative sul lavoro.
Infatti, da una parte ha eliminato alcuni compiti pesanti per il lavoratore, ma d’altra parte ha avuto effetti negativi, come l’isolamento dei lavoratori ed il fatto che sono le macchine a stabilire i ritmi di lavoro. Le nuove tecnologie, invece, devono considerare attentamente le esigenze umane, allo scopo di garantire un lavoro produttivo e di qualità.
Le imprese che operano in un ambiente competitivo in continua evoluzione devono necessariamente abbandonare l’approccio tradizionale basato sulla frammentazione di compiti semplici e ripetitivi che conducono alla noia ed all’inefficienza.
Allora diviene di fondamentale importanza introdurre altre tecniche al fine di attribuire ai lavoratori compiti più gratificanti. Queste tecniche sono: la rotazione, l’allargamento e l’arricchimento delle mansioni.
La rotazione e l’allargamento delle mansioni offrono varie esperienze al lavoratore, rendendolo più soddisfatto ed apportando, perciò, grandi benefici alla produttività.
La rotazione delle mansioni prevede che il lavoratore passi da un compito frammentato e ripetitivo ad un altro uguale, a determinati intervalli. Similmente, l’allargamento delle mansioni riguarda l’unione di più compiti ripetitivi in una sola mansione. Le due tecniche suddette modificano limitatamente il lavoro ma sono valide in alcune situazioni.
L’arricchimento delle mansioni prevede l’attuazione dei principi di accrescimento verticale, ossia l’aggiunta di compiti precedentemente propri degli ispettori e dei capisquadra. In questo modo vengono eliminati dei controlli sui lavoratori, si ha maggiore responsabilizzazione personale e vengono introdotti compiti nuovi e specialistici con una maggiore soddisfazione dei lavoratori.
Questa tecnica ha, però, anche degli svantaggi, dal momento che non sempre è indicata, può provocare dei risentimenti ed avere risultati limitati.
Oltre a queste tecniche, è molto importante per il successo di un’azienda lavorare in gruppo, poiché la cooperazione apporta miglioramenti nella produzione e nella qualità del lavoro. Nei team che devono gestire dei progetti è necessario che vi sia una buona conoscenza dell’azienda, una buona capacità di relazionarsi con gli altri ed una buona conoscenza dei metodi di diagnosi e soluzione dei problemi.
A tal proposito, i cambiamenti che possono intervenire in ambito lavorativo impongono una formazione che aiuti a gestirli e che offra nuove tipologie di comportamento operativo, anche relativamente al lavoro in team.
Inoltre, le imprese che basano la loro attività sui principi ergonomici devono assolutamente considerare tre aspetti strategici, cioè: il total quality management, il just-in-time manufacturing e le applicazioni informatiche.
Il Total quality management (qualità totale) si concentra sul miglioramento dei processi, sulla soddisfazione dei bisogni del cliente attraverso una elevata qualità del prodotto, sul coinvolgimento dei lavoratori, sul problem-solving di gruppo e sulle innovazioni.
Il TQM rappresenta uno strumento competitivo di grande valore per un’impresa che si pone l’obiettivo di soddisfare il cliente attraverso prodotti di qualità. In un’azienda di questo tipo vi sono cambiamenti continui nei comportamenti, nella cultura aziendale e nel management, allo scopo di apportare frequenti miglioramenti e creare una vera e propria cultura della qualità.
E’ necessario che un’impresa stabilisca chiaramente le responsabilità manageriali, verifichi la soddisfazione dei clienti e la qualità dei suoi prodotti, attui gli adeguati controlli e metta a punto audit periodici di qualità. Anche se questo sistema dà troppa importanza agli aspetti amministrativi, è comunque un elemento strategico di marketing che ha una forte presa sui consumatori.
Relativamente all’implementazione del Total Quality Management, un’impresa deve, per prima cosa, stabilire una strategia comune ed analizzare il clima interno. Quindi, bisogna creare delle task forces (piccoli gruppi che si occupano di una questione specifica) e dei gruppi di miglioramento (gruppi su base volontaria ), individuandone i leader. Infine è necessario costituire uno steering committee che si occupi della qualità con il sostegno del top management.
Il metodo Just-in-time si concentra sulla qualità totale e sulle tecniche produttive innovative.
Come nel TQM, anche in questo caso si cerca di soddisfare al meglio le esigenze dei clienti. In aggiunta a ciò, questo sistema mira a ridurre le scorte usate in produzione ed a migliorare la qualità del lavoro. Ha però dei limiti nel fatto che la mancanza di stock ed il bisogno di miglioramenti costanti aumenta l’intensità del lavoro, provocando lo stress.
Le tecnologie informatiche, infine, si sviluppano continuamente ed apportano numerosi cambiamenti anche in ambito lavorativo, con effetti sia positivi che negativi. E’ molto importante che, nel momento in cui viene introdotta una nuova tecnologia in azienda, vi sia la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti. Però, non sempre le nuove tecnologie sono adatte, per vari motivi. Innanzitutto, esse possono essere molto costose e non essere adeguate nel caso in cui l’azienda non possegga le competenze necessarie.
Le nuove tecnologie, invece, risultano molto utili quando l’impresa ha le risorse finanziarie idonee a sperimentare e tollerare eventuali errori, possiede un personale informatico valido e la tecnologia informatica rappresenta un vantaggio competitivo. Infatti, essa viene utilizzata per raggiungere diversi obiettivi di management.
• Obiettivi strategici, relativi alle finalità dell’impresa.
• Obiettivi operativi, relativi all’attività operativa dell’impresa.
• Obiettivi di controllo, relativi alla riduzione dell’intervento umano ed alla sostituzione dei lavoratori con le macchine.
La nuova tecnologia, dunque, ha grande potenziale strategico nell’ambito di un’organizzazione e può offrire soluzioni innovative e benefici misurabili nel lungo periodo.
Spesso, però, si dà eccessiva attenzione agli aspetti tecnici ed agli obiettivi di controllo, ponendo in secondo piano l’aspetto umano ed organizzativo. Invece, proprio le nuove tecnologie richiedono il supporto di operatori intelligenti e preparati ed a tal proposito risulta di fondamentale importanza sviluppare le competenze dei lavoratori e dar vita a team-work autogestiti.
L’implementazione di queste tecnologie, inoltre, può dare alcuni problemi e perciò esse possono essere considerate un fattore di rischio. Infatti, sono molto costose ed i cambiamenti a livello organizzativo potrebbero causare una certa resistenza.
Per ovviare a tali problematiche è importante dar vita ad un team di progetto con un proprio leader, che gestisca l’introduzione della nuova tecnologia, tenendo in considerazione gli aspetti ergonomici ed organizzativi.
Quindi, è necessario ribadire la centralità del lavoratore nella produzione, invece di “automatizzare” tutti i processi produttivi.

http://it.wikihow.com/Creare-una-Postazione-di-Lavoro-Ergonomica

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