AMNESTY INTERNATIONAL

“Amnesty International è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente quasi due milioni di soci, sostenitori e donatori in più di 140 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty, costituitasi nel 1975, conta oltre 80.000 soci.
La visione di Amnesty International è quella di un mondo dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e tutelati. Amnesty svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione.”
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani risale al 10 dicembre 1948 e fu proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come “ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni.”
In quell’occasione, per la prima volta nella storia dell’umanità era stato sottoscritto un accordo che riguardava tutti gli uomini della terra e sono stati sanciti dei diritti che tutti gli uomini, indistintamente, possiedono e che nessuno può impunemente violare.
Però la Dichiarazione è stata disattesa anche perché non adeguatamente conosciuta, nonostante l’Assemblea dell’ONU avesse raccomandato di diffonderla con ogni mezzo ed in tutte le lingue conosciute; non solo perciò nelle lingue ufficiali dell’ONU.
Pertanto, l’arrivo nel 1961 di un’Organizzazione che si impegna per l’applicazione e la diffusione dei diritti sanciti dalla Dichiarazione del 1948, è stato un avvenimento di ampia rilevanza storica.
Amnesty, nel 1977, è stata insignita del Premio Nobel per la pace e nel 1978 ha ricevuto il Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Essa interviene in tutti i casi di violazione dei diritti umani, perpetrati in ogni angolo del mondo.

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Il suo intervento consiste nel denunciare pubblicamente le violazioni e nel porre in atto ogni mezzo legale per impedire il protrarsi di tali violazioni.
A questo scopo essa effettua delle campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, dei Governi, degli Enti, delle scuole e di tutte le parti interessate, adoperando i moderni mezzi di comunicazione, quali i multimedia, pubblicazioni, mostre fotografiche.
Oltre alle “campagne”, Amnesty impiega altre tecniche quali appelli mondiali, azioni urgenti, reti di azione regionale, rapporti con le istituzioni, educazione ai diritti umani.
Per rimanere indipendente ed imparziale, l’Organizzazione non accetta soldi dai governi e vive grazie al contributo privato, alle iscrizioni, al 5 x mille, al face to face, allo shopping, alle sponsorizzazioni, al volontariato ed alle adesioni a diversi programmi di finanziamento.
Fra le campagne attualmente poste in essere da Amnesty, si registrano quelle contro la violenza sulle donne, contro la pena di morte e la tortura, per il controllo delle armi ed a favore degli “invisibili”.
Amnesty produce numerose pubblicazioni, agende, calendari, un notiziario ed il Rapporto Annuale.
Uno degli importanti compiti di Amnesty è rappresentato dall’educazione, per cui essa svolge una particolare attività nell’ambito scolastico.
Nelle scuole primarie e secondarie tale attività è rivolta agli insegnanti che volessero approfondire le tematiche relative ai diritti umani. Presso alcune scuole secondarie di 1° grado viene attuato il progetto Amnesty Kids, secondo cui ogni classe che aderisce all’iniziativa viene associata alla Sezione Italiana di Amnesty e potrà collaborare con essa, dietro versamento di una quota annua di 35 €. Inoltre, presso alcune scuole secondarie di 2° grado di Roma, viene attuato il progetto Rome for Woman, secondo cui gruppi di studenti si adoperano con proposte e progetti originali per la difesa e la promozione dei diritti della donne nel mondo.Nelle Università effettua dei seminari nell’ambito di corsi di laurea, master e dottorati di ricerca.
Si propone inoltre di collaborare e contribuire alla formazione professionale di operatori economici, docenti ed operatori umanitari quali ad esempio operatori dell’informazione, forze di sicurezza, operatori carcerari, funzionari pubblici, avvalendosi del materiale dei centri di documentazione, delle pubblicazioni EDU, di mostre fotografiche e dei multimedia.

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DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Preambolo
Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;
Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni;
Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;
Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;
L’ASSEMBLEA GENERALE
proclama
la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11
Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13
Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14
Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17
Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.

Articolo 21
Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25
Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26
Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

TELETHON

La prima Telethon (contrazione di Television Marathon) è nata negli Stati Uniti nel 1966, su iniziativa dell’attore americano Jerry Lewis, con lo scopo di raccogliere fondi per avviare la ricerca sulla distrofia muscolare, una malattia alquanto diffusa ma dalle cause sconosciute. La trasmissione ebbe successo e si diffuse in Francia e quindi in Italia.
In seguito Telethon si dedicò anche alla ricerca per la cura delle altre malattie genetiche.
Telethon è stata creata in Italia nel 1990 da Susanna Agnelli in collaborazione con l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm) per finanziare e promuovere ricerca scientifica sulle malattie genetiche, malattie rare. Con i fondi raccolti, grazie alla omonima maratona televisiva in onda sulle reti Rai, alle iniziative di raccolta, alla rete dei partner e alla rete dei volontari sul territorio, la Fondazione Telethon ha scoperto la cura della ADA-SCID, malattia che costringeva i bambini che ne erano affetti a vivere dentro una bolla sterile (da qui il termine “bambini bolla”). Insignita dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è attualmente presieduta da Luca Cordero di Montezemolo.
Dal 1998 è Fondazione ONLUS, nel rispetto della legge 460/97, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica.
La Fondazione Telethon è un’organizzazione senza scopo di lucro riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Obiettivo della Fondazione è quello di gestire e promuovere le iniziative di raccolta fondi, gestire i fondi raccolti per destinarli ad attività di ricerca interna (presso gli istituti fondati da Telethon) ed esterna (presso laboratori che ospitano i ricercatori che ricevono una borsa).
L’attività di raccolta fondi di Telethon avviene, oltre che con i tradizionali canali come il 5 per 1000 e le donazioni spontanee, tramite accordi specifici con aziende sostenitrici e con la creazione di eventi ad hoc. Il principale evento di raccolta fondi è la tradizionale maratona televisiva di dicembre organizzata annualmente dalla Rai a partire dal 1990.
La Fondazione si avvale inoltre di una rete di volontari.
L’obiettivo principale di Telethon è quindi quello di far avanzare la ricerca scientifica verso la cura della distrofia muscolare e delle altre malattie genetiche, che per la loro rarità sono trascurate dai grandi investimenti pubblici ed industriali.
Altro obiettivo è quello di impedire che validi ricercatori, in questo campo, emigrino per lavorare all’estero.

Marketing sociale

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Dal punto di vista del marketing sociale, anche fra le Organizzazioni non profit esiste una concorrenza pure se significativamente diversa da quella commerciale. Ad esempio, concorrenti di Telethon sono o sono stati l’Airc e “Trenta Ore per la Vita”.
Il cliente è rappresentato dalla persona ammalata ed anche dal donatore, che può essere più o meno fedele od occasionale così come il cliente nell’ambito dell’impresa. I donatori possono effettuare le proprie offerte tramite i RID, che sono costituiti da un tipo di domiciliazione bancaria o postale, priva delle spese aggiuntive per trasferimento valori.
Il prodotto sociale è costituito dalla ricerca scientifica, che è la causa sociale della Fondazione.
Beneficiario del servizio è il malato, che difficilmente paga, però c’è qualcuno che paga per lui, come, ad esempio, il Comune o lo Stato.
La promozione utilizza i soliti strumenti usati dalle aziende, come il sito web la pubblicità, le pubblicazioni di Telethon contenenti notizie per i ricercatori, per i donatori, per i partner, le maratone televisive, ecc.
Un aiuto particolarmente importante, proveniente dai principi del marketing, è costituito dal calcolo della segmentazione dei potenziali donatori, che ha consentito all’Organizzazione di approfondire le conoscenze sui donatori così da accrescerne considerevolmente il numero.
Per quanto concerne la ricerca si effettuano analisi quali- quantitative ed in particolare si realizzano dei focus group per avere riscontri sui donatori, ricercatori, malati e rispettive famiglie. L’Organizzazione effettua approcci multistakeholder per bilanciare le differenti esigenze, ascoltando dipendenti, collaboratori, ecc.
Gli utenti designati sono le persone bisognose di cure.
I costi amministrativi ammontano al 20% del bilancio totale, mentre l’ 80% è destinato alle finalità dell’ Organizzazione.
L’ufficio marketing si è dimostrato molto importante, anche in termini di conoscenza; ad esempio, si dispone di un elenco dei donatori e dei potenziali donatori, rivelatosi molto utile. Altre Organizzazioni, soprattutto le più importanti, come Emergency, il W.W.F. e Save the Children, sono più all’avanguardia in tal senso ed applicano il marketing da più tempo.