Il prezzo non profit ed il fundraising

Fundraising

La politica di prezzo non profit

La politica di prezzo non profit differisce da quella adottata nelle imprese profit oriented, dove bisogna ottenere un profitto economico. Le organizzazioni umanitarie, invece, dovendo conseguire obiettivi sociali, sono tenute a stabilire prezzi accettabili ed allo stesso tempo sufficienti a coprire i vari costi.

Prezzo no profit
Prezzo

Naturalmente, la politica di prezzo è influenzata da diversi fattori, come il contesto sociale e solidale in cui agisce l’organizzazione, la legislazione relativa, la convenienza economica, la situazione economica congiunturale del mercato, il prezzo/tariffa attuato dalla concorrenza ed il costo del prodotto.

Il prodotto sociale presenta differenze significative rispetto a quello commerciale, per cui il prezzo viene stabilito in modi diversi.

In ambito commerciale esso è formato dai costi fissi, variabili e dal profitto mentre in campo sociale esso è il risultato del valore etico insito nel prodotto offerto. Al momento di definire il prezzo, pertanto, l’organizzazione deve avere presente la sua missione, i suoi obiettivi ed i costi(fissi e variabili), che devono essere gestiti nel migliore dei modi, cercando anche di ridurli, mantenendo, però, uguale la qualità del servizio.

Il prezzo di un prodotto sociale, certamente, non prevede un profitto monetario, ma un profitto carico di valori umanitari.

Il fundraising

Fundraising
Fundraising

Nella politica di raccolta fondi, bisogna assolutamente evitare ogni atteggiamento pietistico, al contrario, il fundraising deve essere un’azione mirata allo scopo di raggiungere gli obiettivi prefissati, che possono essere quello di avere un flusso costante di risorse per offrire servizi efficienti e quello di raggiungere un equilibrio finanziario.

Certamente la raccolta fondi deve basarsi sulla missione solidale dell’organizzazione, cioè sulla “buona causa” che essa sostiene. La missione deve essere chiara e ben definita così da spingere i donatori ad aiutarla ed è necessario rendere esplicite tutte le informazioni riguardanti le finalità, le modalità ed i tempi delle azioni da finanziare.

Infatti, in tale attività, risulta indispensabile la trasparenza come garanzia sulla gestione onesta dei fondi raccolti, quindi, si devono rendere pubbliche le attività e le relative spese.  Il fundraising deve raggiungere quei particolari segmenti target individuati dalla ricerca, cioè i potenziali donatori individuali, le imprese, gli enti erogatori pubblici e privati ed altri.

Con essi l’organizzazione deve coltivare un rapporto di fiducia, così da ottenere maggiori donazioni. Le risorse economiche necessarie a svolgere le diverse attività di un’organizzazione umanitaria possono derivare dalle quote associative, dai contributi dei privati(persone, aziende), dai contributi dello Stato, dalle istituzioni pubbliche, dagli organismi internazionali, dai lasciti testamentari o da altro.

Per ottenere le donazioni serve una buona attività di comunicazione attraverso la quale si cercherà di persuadere i possibili donatori.

Le donazioni possono essere generiche o relative ad uno specifico progetto. I donatori singoli ed i gruppi sono guidati da obiettivi sociali ed umanitari, dagli aspetti emotivi ed anche dalle varie agevolazioni fiscali. Le imprese, invece, con la donazione, danno un’immagine positiva all’opinione pubblica e possono usufruire di agevolazioni fiscali.

Il fundraiser è la persona che nell’organizzazione deve raccogliere i fondi per raggiungere gli obiettivi prefissati e far conoscere, attraverso una buona promozione, l’organizzazione, la sua missione, le sue attività. Il fundraising deve essere pianificato con cura ed essere formato da tre parti : la progettazione, l’attuazione e l’assistenza.

Nella progettazione è necessario analizzare il mercato sociale ed i segmenti dei donatori cui rivolgersi, definire il progetto di fundraising, con particolare attenzione alla politica di comunicazione, stabilire il budget ed i costi necessari a raggiungere un gran numero di donatori e pianificare i tempi.

Nell’ attuazione bisogna cercare di differenziarsi dalle offerte concorrenziali e mettere in atto un progetto di fundraising valido, fornendo ai donatori tutte le informazioni sulla missione dell’organizzazione e sui progetti sociali sostenuti. È molto importante, poi, dare la possibilità di utilizzare strumenti che rendano più semplice effettuare la donazione, come la carta di credito o il conto corrente postale.

Nell’assistenza i donatori sono riscontrati quando effettuano la donazione e viene stabilito il momento del ringraziamento. È proprio allora che ha inizio un rapporto di fidelizzazione con il donatore. Le organizzazioni, anche sulla base delle leggi in vigore, devono redigere un rendiconto delle diverse attività svolte ed effettuare una valutazione finale dei risultati raggiunti, che sarà molto utile per le successive politiche di raccolta fondi.

 

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