Il prezzo non profit ed il fundraising

La politica di prezzo non profit

La politica di prezzo non profit differisce da quella adottata nelle imprese profit oriented, dove bisogna ottenere un profitto economico. Le organizzazioni umanitarie, invece, dovendo conseguire obiettivi sociali, sono tenute a stabilire prezzi accettabili ed allo stesso tempo sufficienti a coprire i vari costi.

Prezzo no profit
Prezzo

Naturalmente, la politica di prezzo è influenzata da diversi fattori, come il contesto sociale e solidale in cui agisce l’organizzazione, la legislazione relativa, la convenienza economica, la situazione economica congiunturale del mercato, il prezzo/tariffa attuato dalla concorrenza ed il costo del prodotto.

Il prodotto sociale presenta differenze significative rispetto a quello commerciale, per cui il prezzo viene stabilito in modi diversi.

In ambito commerciale esso è formato dai costi fissi, variabili e dal profitto mentre in campo sociale esso è il risultato del valore etico insito nel prodotto offerto. Al momento di definire il prezzo, pertanto, l’organizzazione deve avere presente la sua missione, i suoi obiettivi ed i costi(fissi e variabili), che devono essere gestiti nel migliore dei modi, cercando anche di ridurli, mantenendo, però, uguale la qualità del servizio.

Il prezzo di un prodotto sociale, certamente, non prevede un profitto monetario, ma un profitto carico di valori umanitari.

Il fundraising

Fundraising
Fundraising

Nella politica di raccolta fondi, bisogna assolutamente evitare ogni atteggiamento pietistico, al contrario, il fundraising deve essere un’azione mirata allo scopo di raggiungere gli obiettivi prefissati, che possono essere quello di avere un flusso costante di risorse per offrire servizi efficienti e quello di raggiungere un equilibrio finanziario.

Certamente la raccolta fondi deve basarsi sulla missione solidale dell’organizzazione, cioè sulla “buona causa” che essa sostiene. La missione deve essere chiara e ben definita così da spingere i donatori ad aiutarla ed è necessario rendere esplicite tutte le informazioni riguardanti le finalità, le modalità ed i tempi delle azioni da finanziare.

Infatti, in tale attività, risulta indispensabile la trasparenza come garanzia sulla gestione onesta dei fondi raccolti, quindi, si devono rendere pubbliche le attività e le relative spese.  Il fundraising deve raggiungere quei particolari segmenti target individuati dalla ricerca, cioè i potenziali donatori individuali, le imprese, gli enti erogatori pubblici e privati ed altri.

Con essi l’organizzazione deve coltivare un rapporto di fiducia, così da ottenere maggiori donazioni. Le risorse economiche necessarie a svolgere le diverse attività di un’organizzazione umanitaria possono derivare dalle quote associative, dai contributi dei privati(persone, aziende), dai contributi dello Stato, dalle istituzioni pubbliche, dagli organismi internazionali, dai lasciti testamentari o da altro.

Per ottenere le donazioni serve una buona attività di comunicazione attraverso la quale si cercherà di persuadere i possibili donatori.

Le donazioni possono essere generiche o relative ad uno specifico progetto. I donatori singoli ed i gruppi sono guidati da obiettivi sociali ed umanitari, dagli aspetti emotivi ed anche dalle varie agevolazioni fiscali. Le imprese, invece, con la donazione, danno un’immagine positiva all’opinione pubblica e possono usufruire di agevolazioni fiscali.

Il fundraiser è la persona che nell’organizzazione deve raccogliere i fondi per raggiungere gli obiettivi prefissati e far conoscere, attraverso una buona promozione, l’organizzazione, la sua missione, le sue attività. Il fundraising deve essere pianificato con cura ed essere formato da tre parti : la progettazione, l’attuazione e l’assistenza.

Nella progettazione è necessario analizzare il mercato sociale ed i segmenti dei donatori cui rivolgersi, definire il progetto di fundraising, con particolare attenzione alla politica di comunicazione, stabilire il budget ed i costi necessari a raggiungere un gran numero di donatori e pianificare i tempi.

Nell’ attuazione bisogna cercare di differenziarsi dalle offerte concorrenziali e mettere in atto un progetto di fundraising valido, fornendo ai donatori tutte le informazioni sulla missione dell’organizzazione e sui progetti sociali sostenuti. È molto importante, poi, dare la possibilità di utilizzare strumenti che rendano più semplice effettuare la donazione, come la carta di credito o il conto corrente postale.

Nell’assistenza i donatori sono riscontrati quando effettuano la donazione e viene stabilito il momento del ringraziamento. È proprio allora che ha inizio un rapporto di fidelizzazione con il donatore. Le organizzazioni, anche sulla base delle leggi in vigore, devono redigere un rendiconto delle diverse attività svolte ed effettuare una valutazione finale dei risultati raggiunti, che sarà molto utile per le successive politiche di raccolta fondi.

 

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Posizionamento, marketing mix e prodotto/servizio sociale

Posizionamento.

Tutte le Organizzazioni Umanitarie devono avere un progetto chiaro e mirato che dovrà verificare l’ambiente sociale, economico e culturale di riferimento, le risorse disponibili, le minacce e le opportunità. Tale progetto, poi, sarà riportato in un documento che troverà sbocco nello statuto o nell’atto costitutivo. Esso dovrà fondarsi su obiettivi chiari e pianificati in modo temporale ed essere un vero processo strategico.  

Poiché nel mercato non profit vi è molta concorrenza, è fondamentale che un’organizzazione posizioni se stessa ed il suo prodotto sociale in modo adeguato e strategico. Tale posizionamento è collegato al segmento target di utenti precedentemente identificato e consente di avere una propria identità.

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Il posizionamento, però, risulterà efficace e valido solamente se l’organizzazione presenta una missione chiara e persegue precisi obiettivi. Inoltre, essa deve avere una propria specializzazione, così da poter intervenire su specifiche problematiche e deve rivolgersi ad un particolare territorio.

Naturalmente, vi deve essere un rapporto con la domanda e con la società nel complesso basato sulla fiducia e, a tal proposito, bisogna rispondere con flessibilità ed efficacia alla domanda sociale. L’organizzazione, quindi, deve pianificare ed organizzare la sua attività, gestire efficacemente il proprio budget, dotarsi di uomini professionalmente preparati e deve essere capace di comprendere il cambiamento, rinnovandosi.

Vi sono, purtroppo, diversi fattori che possono creare dei problemi all’azione non profit, come il burocratismo, l’arrivismo, il clientelismo, la scarsa partecipazione ed il lobbismo.

Ogni organizzazione umanitaria ha un proprio ciclo di vita, caratterizzato da una prima fase di lancio, che è di vitale importanza e richiede organizzazione e strategia di marketing, da una fase di crescita, da una fase di maturità, in cui è necessario attuare azioni di rinnovamento ed infine da una fase di declino, quando viene a mancare la missione istituzionale.

Le organizzazioni otterranno un riscontro sociale favorevole se saranno in grado di offrire un prodotto/servizio di elevata qualità e ben posizionato nel mercato sociale. In questo modo, esse potranno differenziarsi dalla concorrenza, soddisfare i bisogni dei loro segmenti target ed individuare le strategie di marketing maggiormente adeguate.

Per effettuare un  posizionamento strategico del prodotto sociale è necessario principalmente comprendere i bisogni che esso vuole soddisfare, stabilire il segmento dei beneficiari, volontari e donatori nel quale il prodotto si deve posizionare ed individuare gli elementi del servizio più rilevanti per soddisfare i segmenti del mercato.

A questo punto, bisogna costruire una mappa di posizionamento delle differenti offerte concorrenziali, e, in conclusione, analizzare i risultati raggiunti grazie al posizionamento.

Marketing mix.

Il nocciolo del marketing non profit, così come di quello commerciale, è rappresentato dal marketing mix, cioè da una serie di elementi ( prodotto, prezzo, fundraising, promozione, ecc.) che saranno attuati attraverso un processo che ha inizio con l’analisi della situazione e degli obiettivi,  per poi stabilire le politiche e le strategie di marketing non profit da mettere in atto.

Nel programma di marketing mix tutti gli elementi devono essere collegati, coordinati tra loro e sensibili al cambiamento del mercato.

Il prodotto/servizio sociale.

Con la politica di prodotto/servizio l’organizzazione stabilisce le caratteristiche del prodotto sociale destinato alla domanda, garantendone un elevato livello quali-quantitativo. Nell’ambito del non profit, il prodotto è rappresentato da un bene etico, che può essere tangibile o intangibile e può riguardare la salute, l’assistenza, l’istruzione, la difesa dei diritti umani, la cultura ed altro ancora.

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Certamente, la missione statutaria dell’organizzazione influirà sulla realizzazione del prodotto/servizio ed influenzerà la stessa politica di prodotto. Il prodotto sociale deve soddisfare i bisogni attuali della domanda, essere innovativo e legato ad uno specifico territorio.

Esso, ancora, deve avere un’elevata qualità, una sua differenziazione e deve essere comunicato attraverso un’attività promozionale in grado di persuadere la sua domanda. Infine, è necessario verificare i risultati raggiunti e, se è il caso,  apportare le dovute correzioni.

Il prodotto sociale ha un proprio ciclo di vita composto da cinque fasi: la fase di studio/progettazione, fase di lancio, fase della crescita, fase della maturità e fase del declino o della crisi.

Nella fase di studio/progettazione, viene concretizzata l’idea di prodotto/servizio. È una fase che comporta costi ingenti e, quindi, diventa indispensabile effettuare una ricerca di mercato così da individuare il prodotto più idoneo a soddisfare le esigenze del mercato nel miglior modo possibile. Prima che avvenga il lancio del prodotto, poi, è fondamentale che esso sia testato in modo da mettere a punto eventuali modiche dello stesso.

Nella fase di lancio, il prodotto sociale è offerto al suo mercato e, sebbene l’organizzazione in questa fase dispone di poche risorse, è assai importante mettere in atto un’efficace strategia promozionale.

Nella fase della crescita, il prodotto incomincia a svilupparsi, grazie soprattutto alla validità del management e delle diverse politiche e strategie di marketing. In questa fase viene conquistato il segmento di mercato prescelto.

Nella fase della maturità, è ormai forte la presenza del prodotto sociale nel mercato. Ciò nonostante, si rende necessario qualche intervento innovativo allo scopo di continuare a soddisfare al meglio la sua domanda.

Nella fase di declino o della crisi, il prodotto non è più capace di rispondere efficacemente alla domanda. Allora, l’organizzazione dovrà dar vita ad un nuovo prodotto se vorrà continuare ad esistere.

Perché il lancio di un prodotto abbia una buona riuscita è indispensabile avere a disposizione risorse finanziarie, professionali, progettuali e gestionali. Prima di lanciare un prodotto sul mercato, poi, bisogna analizzare la domanda, la concorrenza, l’ambiente socio-economico e tecnologico, le risorse dell’organizzazione, gli elementi del marketing mix.

Una volta lanciato il prodotto, è di fondamentale importanza controllare la sua validità continuamente.

Anche nell’ambito del sociale, come in quello commerciale, è fondamentale avere un marchio(brand)conosciuto, tale da avere una funzione d’identificazione, di garanzia sulla qualità del prodotto offerto, una funzione di differenziazione e di fidelizzazione. Un’organizzazione umanitaria con un valido brand, dunque, dispone di prodotti/servizi di elevata qualità e di un’immagine positiva, costruita anche attraverso una buona comunicazione e promozione.

A tal proposito, la certificazione di qualità può diventare un fattore strategico, dal momento che il mercato è sempre più favorevole ai prodotti di qualità sicura. Esistono diversi tipi di certificazione, come la certificazione sistema qualità Iso 9001 o la certificazione sistema di qualità Total Quality Management(Tqm).

La ricerca di marketing sociale e la segmentazione del mercato no profit

La ricerca di marketing sociale è di fondamentale importanza nell’ambito dell’attività delle Organizzazioni umanitarie poiché, grazie ad essa, è possibile stabilire con chiarezza gli obiettivi, le strategie ed i tempi dell’intero processo di marketing da mettere in atto per perseguire tali obiettivi.

Particolare importanza rivestono strategie di marketing, quali la conoscenza del mercato sociale,  l’incontro tra domanda ed offerta, l’analisi del comportamento di utenti, volontari, donatori e la segmentazione di essi, la raccolta più mirata di fondi, la gestione intelligente delle risorse e dei mezzi a disposizione, il sostegno alle politiche ed alle strategie del marketing non profit.

Marketing sociale
Marketing sociale e della pace

Il processo di ricerca sociale segue una valida metodologia, in base alla quale vengono per prima cosa identificati gli obiettivi da raggiungere, quindi viene pianificata la ricerca per poi passare alla raccolta delle informazioni, sia interne che esterne. Queste informazioni possono essere ottenute attraverso una ricerca documentaria(desk research), che prevede una raccolta “a tavolino” di tutti i dati necessari a comprendere il mercato, od attraverso una ricerca operativa(active o field research), che presume indagini qualitative e quantitative come l’intervista, il questionario, l’osservazione, i focus group, il sondaggio.

A questo punto, è possibile effettuare una prima analisi, verificando se è il caso di modificare o sostituire gli obiettivi stabiliti, prima di passare alla realizzazione vera e propria della ricerca, grazie alla quale verranno analizzate tutte le caratteristiche del mercato sociale.

Per concludere, i dati devono essere interpretati e trasformati in azioni concrete di marketing da parte dell’organizzazione, così da raggiungere con successo la sua domanda, i suoi volontari ed i suoi donatori. Infatti la ricerca consente di conoscere la missione sociale di un’organizzazione, il mercato non profit, i destinatari/beneficiari dell’offerta, i possibili volontari e donatori.

Anche in ambito sociale è presente la concorrenza tra le diverse organizzazioni che erogano servizi sociali simili, perciò è opportuno, nella fase di ricerca, ottenere informazioni sulle Organizzazioni Umanitarie concorrenti, su come sono organizzate, sui loro punti di forza e di debolezza, ecc. così da essere in grado di competere in maniera ottimale con i concorrenti. Per poter fare questo, un’Organizzazione deve avere dei vantaggi competitivi che possano differenziare la sua offerta.

L’analisi dei punti di forza e di debolezza(analisi SWOT)di un’organizzazione, a tal proposito, è fondamentale, dal momento che consente di comprendere gli elementi di carattere strategico su cui fondare, poi, il proprio piano di marketing sociale.

Alcuni dei vantaggi competitivi più efficaci nel mercato non profit sono rappresentati da una grande disponibilità di volontari coinvolti nell’attività dell’organizzazione, da un management capace, da una valida organizzazione che sostenga il processo di marketing, dalla disponibilità di risorse finanziarie, dalla soddisfazione dell’utente e dall’immagine e notorietà acquisite.

La ricerca di mercato sociale, inoltre, sarà utile allo scopo di ottenere informazioni circa le risorse finanziare a disposizione e le migliori tecniche di fundraising da utilizzare nei confronti del mercato non profit.
Grazie alla ricerca, poi, l’organizzazione otterrà tutti i dati necessari a dar vita ad un prodotto/servizio ideale per la sua domanda ed utilizzerà i mezzi promozionali più idonei allo scopo di farlo conoscere nel mercato sociale.

La segmentazione del mercato no profit.

Segmentazione
Segmentazione del mercato

Un altro elemento essenziale del marketing non profit è rappresentato dalla segmentazione del mercato. Essa, sulla base della ricerca effettuata precedentemente, mira a raggruppare i beneficiari, i volontari, i donatori che adottano comportamenti simili e ad individuarne le differenti esigenze.

La segmentazione costituisce la base sulla quale stabilire la strategia di marketing e permette di raggiungere validi obiettivi, come quello di indirizzare efficacemente l’offerta e l’attività di marketing verso specifici destinatari, di mettere a punto un posizionamento strategico dell’offerta nei segmenti individuati, di diffondere un messaggio efficace attraverso i media più idonei e di dar vita al piano di marketing per i segmenti stabiliti.
Nell’ ambito del non profit esistono tre tipi di segmentazione :
 Segmentazione del beneficiario dell’offerta del
prodotto/servizio
 Segmentazione dei potenziali volontari
 Segmentazione dei donatori/sostenitori

Questi tre tipi di segmentazione sono effettuati sulla base di alcuni fattori che consentono di dare vita a gruppi omogenei di individui e di comprendere le loro caratteristiche ed esigenze. Tali fattori riguardano le variabili geografiche, demografiche, socioeconomiche, culturali, professionali, psicologiche, comportamentali, di svantaggio, ecc.

Perché la segmentazione abbia successo è necessario che il segmento sia raggiungibile, misurabile, riscontrato dall’offerta sociale e tenuto sotto controllo.

Il ruolo del marketing non profit

Il settore non profit o terzo settore, che si distingue dal primo settore(Stato)e dal secondo(mercato), è divenuto oggi un fenomeno imponente che necessita sempre più di valide tecniche gestionali e di marketing, sebbene alcune persone che lavorano in quest’ambito siano ancora prevenute nei confronti dell’impiego del marketing in questo settore.

Lo Stato non sempre è in grado di andare incontro adeguatamente ai differenti bisogni sociali e quindi è fondamentale l’esistenza di organizzazioni non profit(ONP) in grado di offrire quei servizi sociali che lo Stato non garantisce pienamente. Tali servizi riguardano la sanità, l’assistenza sociale, la cultura e l’arte, l’istruzione e la formazione, lo sport, l’ambientalismo, la tutela dei diritti, la ricerca, le attività internazionali ed altro.

Il terzo settore, che comprende tutte le organizzazioni private senza scopo di lucro, è in continua crescita, a causa della crescente domanda di servizi sociali da parte di soggetti in difficoltà. Il marketing non profit pone al centro della sua attenzione l’ individuo con tutte le sue esigenze da soddisfare.
Certamente la politica e l’economia influenzano l’azione della domanda e dell’offerta sociale, cosicché se la politica guarda con favore all’operato delle ONP e l’economia si trova in una fase di crescita, di conseguenza il settore non profit ne trae un enorme vantaggio.

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L’offerta sociale sta vivendo una fase molto complessa, nella quale essa ha bisogno di rinnovarsi ed operare in modo più strategico,efficiente e flessibile, grazie all’impiego di un approccio marketing oriented, che consentirà alle ONP di migliorare il proprio assetto logistico ed ottenere un grande vantaggio competitivo.

Nell’ambito del terzo settore è poi di fondamentale importanza lo sviluppo di alcuni valori, come quello della solidarietà e dell’imprenditorialità, così da venire incontro alle esigenze dei soggetti deboli.

L’offerta sociale delle ONP deve essere di elevata qualità. Qualità che deve riguardare non solo il prodotto/servizio offerto, ma anche il marketing, la comunicazione e tutti gli altri elementi dello scenario, cosicché si possa sviluppare un rapporto di fedeltà degli utenti nei confronti dell’organizzazione.

Per agire in maniera strategica nel mercato sociale è necessaria la presenza di un management che sia in grado di comprendere ed adeguarsi al cambiamento, di personale professionalmente preparato e di un volontariato valido e responsabile.

I repentini cambiamenti che avvengono nel mercato sociale spingono, poi, le ONP ad innovarsi continuamente e ad accogliere positivamente la tecnologia. Esse, inoltre, devono assicurarsi un costante equilibrio economico, attraverso un continuo controllo di costi e spese e specializzare l’offerta sociale rispetto alle diverse esigenze.

Infine, bisogna aggiungere che il successo di un’organizzazione deriva dall’immagine positiva che è riuscita a costruirsi e dalle alleanze(accordi di partnership)strategiche che ha stabilito.

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Fanno parte delle ONP solamente le aziende private, perciò non sono comprese quelle pubbliche che hanno un finanziamento di natura tributaria. Le ONP si basano su uno statuto o su un atto costitutivo, sono autonome ed indipendenti, sono soggette a specifiche leggi, sono aconfessionali ed apolitiche e non hanno fini di lucro. Sulla base dei ruoli e funzioni che svolgono, hanno assetti istituzionali differenti :

 associazioni
 fondazioni sociali
 cooperative sociali
 organizzazioni del volontariato
 organizzazioni non governative
 comitati
 patronati
 istituzioni governative
 Onlus ( Organizzazioni non lucrative di utilità sociale )

Le associazioni sono caratterizzate da una condivisione di ideali ed interessi da parte degli associati, che stipulano tra loro un contratto di associazione/atto costitutivo. Vi sono due tipi di associazioni: riconosciuta, se è costituita con atto pubblico, e non riconosciuta, se è costituita con scrittura privata. Le associazioni sono “di promozione sociale se svolgono attività di utilità sociale a favore degli associati e dei terzi”.

“Le Fondazioni sono organizzazioni strutturate e collegate ad un patrimonio devoluto al conseguimento di finalità di pubblica utilità, sono realizzate da singole persone, ma anche da gruppi di cittadini; la fondazione gode di personalità giuridica”. Di solito, si dà vita ad una fondazione attraverso un testamento o una donazione. La sua costituzione prevede uno statuto che ne stabilisce le finalità.

Le cooperative sociali svolgono azioni di solidarietà nei confronti dei soggetti più deboli, come iniziative economiche e la creazione di posti di lavoro.

Le organizzazioni di volontariato sono liberamente costituite per fini solidali. Esse, per poter svolgere la loro attività, devono avere determinate caratteristiche, come, ad esempio, una loro denominazione, una sede, uno scopo, assenza di fine di lucro, risorse economiche, dipendenti e collaboratori. È prevista una registrazione non obbligatoria che consente di ottenere contributi pubblici.

Le organizzazioni non governative(Ong)agiscono nell’ambito della cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Esse devono avere l’idoneità a svolgere la loro opera presso il Ministero degli Affari Esteri per poter accedere ai contributi pubblici.

I comitati si basano su un contratto che lega più persone a raggiungere una finalità sociale. Al loro interno agiscono i promotori e gli organizzatori.

Infine, le Onlus sono “le associazioni, i comitati, le fondazioni, le cooperative, nonché gli enti di carattere privato con o senza personalità giuridica, sempre che i loro statuti o atti costitutivi prevedano l’attività in uno o più settori quali l’assistenza sociale e socio-sanitaria, l’assistenza sanitaria, la beneficenza, l’istruzione…Non possono pertanto essere Onlus gli enti pubblici, le fondazioni bancarie, i partiti politici…”.

Le Onlus devono avere fini di solidarietà sociale, devono redigere un bilancio o rendiconto annuale, devono avere un ordinamento interno basato su principi burocratici. Esse svolgono attività istituzionali, attività direttamente connesse all’attività istituzionale, di raccolta fondi, promozionali e relative alla gestione finanziaria.

Per tali organizzazioni il marketing è una tecnica indispensabile per far sì che un prodotto/progetto sociale possa raggiungere e soddisfare in maniera ottimale e pianificata la sua domanda.

Questo legame tra domanda ed offerta sociale è costituito da metodologie e tecniche informative, organizzative, operative, promozionali e di fundraising che hanno lo scopo di comprendere, comunicare e persuadere il mercato sociale.

Il marketing non profit è dunque per le Organizzazioni Umanitarie un mezzo strategico fondamentale per operare in modo costruttivo. Purtroppo diverse Organizzazioni che lavorano nell’ambito del non profit e del sociale sono prevenute verso l’impiego del marketing.

Il marketing non profit non è, di certo, una perfetta applicazione del marketing tradizionale al terzo settore, infatti tra il prodotto commerciale ed il prodotto sociale vi è una grande differenza; in realtà il prodotto sociale deriva da valori etici e solidali, mentre il prodotto commerciale da valori economici e consumistici.

Il marketing non profit raggiunge obiettivi importanti, come quello di migliorare la vita sociale dei destinatari dell’offerta delle Organizzazioni umanitarie, conoscendo e soddisfacendo i loro bisogni grazie ad un programma di interventi mirati in grado di pianificare le diverse attività da portare avanti nei confronti del mercato sociale ed assicurare una corretta gestione economica e manageriale.

Diverse sono le funzioni del marketing non profit :
Funzione d’analisi e ricerca: il marketing, attraverso la ricerca e la segmentazione, ottiene delle informazioni riguardanti il mercato sociale, i destinatari dell’offerta, i loro bisogni, i possibili volontari, donatori/sostenitori, la concorrenza.
Funzione di promozione e persuasiva: grazie ai mezzi di comunicazione è possibile influenzare e convincere la domanda, i volontari, i donatori allo scopo di conquistarne il consenso.
Funzione di pianificazione e di organizzazione, che, appunto, tende a pianificare ed organizzare ogni attività.
Funzione di controllo, allo scopo di verificare tutto il lavoro svolto, così da comprendere se bisogna apportare delle variazioni.
Funzione d’efficienza: la metodologia del marketing tende a rendere i lavoratori del settore più motivati ed efficienti.

Innanzitutto, il marketing non profit deve valutare in termini quantitativi e qualitativi il mercato sociale cui si riferisce, la concorrenza, gli utenti, i volontari, i donatori, la missione dell’Organizzazione, i punti di forza e di debolezza, ecc. Poi è fondamentale conoscere lo specifico segmento di utenti, donatori e volontari che si intende raggiungere, così da poter organizzare una valida azione di marketing, ma solo dopo aver chiarito gli obiettivi, che devono necessariamente essere raggiungibili e collegati con la missione dell’Organizzazione.

Una volta effettuate queste analisi, bisognerà scegliere le politiche e le strategie di marketing da mettere in atto, tenendo presente i tempi tecnici da rispettare. Tali politiche e strategie devono essere continuamente controllate, in modo da poter verificare l’efficacia delle diverse azioni. Se il controllo dovesse dare esito negativo, sarà necessario attuare una strategia alternativa.

Infine, il marketing non profit potrà rivolgersi ad uno specifico segmento di mercato, attuando la segmentazione(marketing differenziato), a tutto il mercato sociale nel suo complesso, ritenendo che esso abbia aspetti uniformi(marketing indifferenziato), ad una particolare nicchia di utenti(marketing concentrato o di nicchia), o potrà utilizzare contemporaneamente tutti questi approcci(marketing di tipo misto).