STRUGGIMENTO

Quel cuore si struggea,
nell’anelar la viziata aria infima
d’inonesto vagabondar,
ove più resti più t’annegherai nella sozza melma,
o, peggio, ti plasmerai in quella stessa,
divenendon integrante parte,
con sudici abiti firmati di malaffare,
intento a lanciar puerili minacce,
a elemosinar vili soccorsi,
in ogni dove,
finché la crudele sorte, unita alla tarda età,
te lo conceda, canzonandoti.
Ma il suo candido pensiero,
ritornando alla solitaria montagna solita,
dall’onesto odor e colorate rimembranze,
si rallegrava,
con superbo ghigno.
F.P.

IMMORTALE

Nel fango della guerra imbrattò le sue oneste membra,

travagli, ingiustizie, disonestà, violenze, connivenze, teatrali palcoscenici,

che, il sol coraggio, insito nell’anima,

con vigore insolito contrastava.

E, quando, sola, ti vide specchiato nella vetrata di quel ristorante,

che il mare antistante baciava,

con ardor dimenticò,

per un istante,

la turpitudine tutt’intorno.

E, quegli occhi, stampati nell’acqua torbida del mare,

in quel sudicio campo militare,

l’unico appiglio costituiron, cui, con piacer,

si abbeverò.

E, quel remoto dolce tempo in alata divisa tricolore,

che, sovente, le sovveniva,

allietava queste sue marziali stagioni.

La velata guerra, nella sua memoria impressa,

che forgiò il suo carattere e, unite, le sue carni,

d’un tratto si fugò, insieme alla ridente giovinezza.

Ma, nulla si sprecò nel mare scuro del naufragio o cristallino della vittoria,

che entrambe a vicenda si annullan nell’universo,

ove tutti noi, nani, appariamo,

potenti o barboni,

ricchi o poveri,

e, l’umanità intera se ne giovò, anni a venir,

immortale rendendo l’onesto sacrificio.

F.P. da “Poesie scritte di getto”

L’ETERNO RICORDO

Ci sono cose che tutti vogliono dimenticare. Ma io no. Io della mia vita voglio ricordare tutto, anche quella terribile esperienza che si chiama Auschwitz: due anni in Polonia (e in Germania), due inverni, e in Polonia l’inverno è inverno sul serio, è un assassino.., anche se non è stato il freddo la cosa peggiore. Tutto questo è parte della mia vita e soprattutto è parte della vita di tanti altri che dai Lager non sono usciti. E a queste persone io devo il ricordo: devo ricordare per raccontare anche la loro storia. L’ho giurato quando sono tornata a casa; e questo mio proposito si è rafforzato in tutti questi anni, specialmente ogni volta che qualcuno osa dire che tutto ciò non è mai accaduto, che non è vero.

Gli anni rubati

Settimia Spizzichino

LEZIOSO SORRISO

La disonestà non sol nuoce alla dignità e libertà dell’uomo, il quale, misero, per mettersi in salvo, si vede costretto a inseguire umilianti ausili, finché la sarcastica sorte sorriderà leziosa. Lede anche l’immagine del brand, che, seppur con false rettifiche o cambi di faccia, ne rimane lacerato. 

Non ascoltare, non osservare, dà ragione all’illecito manifesto: diverrai connivente.

Precedentemente era un semplice nemico.

Mantieni le distanze dai beni materiali, dai sentimenti, dai pensieri. Fuggiranno presto. Rafforza la tua interiorità: essa sarà il tuo rifugio sino all’ultimo anelare.

F.P.

L’URLO DISONESTO

Il tagliente dramma di ogni essere umano è osservar il susseguirsi di tramonti, i propri occhi oscurarsi, i propri genitori incurvarsi all’acre potere del tempo e nulla opporre.

Mai produrre un sermone o uno scritto dietro l’effetto del peggior difetto dell’uomo: l’ira. Appariresti un miserabile animale in preda alla disperazione.

Non offendere l’umile uomo onesto, perché ti infastidiscono le sue veritiere parole. Non maledirlo e non provare ad espellerlo. Ogni tua azione, oltre ad essere soggetta alla derisione, ti renderà più colpevole. Piuttosto, odia il bieco malaffare che alberga in te e immagina gli occhi di quei miserevoli figli, appena lo scorgeranno.

Miseri quelli che, pur di essere corrotti, soggiaccion al ricatto dei loro simili ed elemosinano aiuti come poveri mendicanti!

La tua disonestà urla sì forte che non necessita ch’altro aggiunga.

F.P.

SCHIAVI

Quando cresci interiormente, in parallelo, si realizza la tua ricchezza finanziaria. Quando ascolti il richiamo della corruzione, oltre a impoverirti, finanche a spegnerti, spiritualmente, ti privi della tua libertà, dignità e del tuo sporco danaro.

Qualunque forza politica che prenda a cuore l’annoso disastro della disonestà avrà risolto il novanta per cento dei problemi del pianeta, senza troppo conversare.

Quando dai vita a una battaglia, renditi conscio che subirai amare sconfitte, forse maggiori delle vittorie. Accettalo, ama il tuo ideale, difendilo contro gli abusi di potere e la corruzione correlata, non prestando ascolto ai biechi sussurri delle minacce, unico appiglio dei miseri disonesti. Lotta per rincorrere ogni perdita e vendicarla, consapevole che, usualmente, colui che combatte la disonestà viene vilmente odiato, perché forte. Procedi incurante e tratta costoro come miseri schiavi.

Lotta con ardente desio ma non divenire schiavo della lotta.

F.P.

Inferno: Canto III

Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
  Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e 'l primo amore.
  Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".
  Queste parole di colore oscuro
vid'io scritte al sommo d'una porta;
per ch'io: «Maestro, il senso lor m'è duro».
  Ed elli a me, come persona accorta:
«Qui si convien lasciare ogne sospetto;
ogne viltà convien che qui sia morta.
  Noi siam venuti al loco ov'i' t'ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c'hanno perduto il ben de l'intelletto».
  E poi che la sua mano a la mia puose
con lieto volto, ond'io mi confortai,
mi mise dentro a le segrete cose.
  Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere sanza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.
  Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
  facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell'aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.
  E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: «Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?».
  Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.
  Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Dante Alighieri

ACRE VIA

Non badar al risultato ultimo, fa’ che la tua battaglia divenga esemplare.

Non criticare ciò che è illegittimamente manifesto all’esterno, biasima ciò che ipocritamente celi all’interno.

Uomo vile, non colpire alle spalle. Affrontami faccia a faccia, foss’anche a mezzi impari.

La disonestà urla così forte che non necessita ch’altro aggiunga.

Non lasciar che il denaro imbratti il tuo cammino o divenga la tua prigione.

Le battaglie più gratificanti le ho vinte sola.

L’acre dramma di un essere umano corrotto è vivere celandosi.

Seppur circondato da avvoltoi, persevera nel proteggere i tuoi ideali e rendine frutto per l’umanità.

L’uomo onesto e coraggioso combatte apertamente un nemico potente, perché disonesto. Il temerario, dopo aver toccato la polvere terrena, con le ginocchia ancor grondanti di sangue, continua a cercar disperatamente la porta del nemico.

F.P.

UMANE BRAME

Se i suoi contendenti avessero compreso che avrebbe mantenuto ogni onesto e ardente proposito, non avrebbe accumulato così tante meschinità.

L’acqua è invisibile e si nasconde facilmente; proprio per questo è capace di far scivolare.

La tua corrotta bramosia ti condurrà, con mano, ad innumerevoli travagli.

La minaccia, oltre a non rendere i risultati sperati, ti colpisce in modo inverso e ti mostra disperato.

Nell’attaccare con livore il coraggioso e onesto guerriero, domandati se ti stai rendendo ridicolo.

Alla fine dei tuoi giorni, sarai consapevole che nulla aveva scalfito il suo essere.

Non agire mai sotto impulso della vendetta. Ascolta sussurrare quell’emozione nelle tue membra, percorrere il tuo mortale corpo. Mantieni le distanze, pondera la conseguenza di ogni tua azione, ricordando, che il godere della vendetta si dissolverà nel giro di pochi tramonti, lasciandoti più assetato di prima.

La circostanza più aspra di questa nobile e lunga guerra è fronteggiar i simulati onesti parallelamente ai corrotti.

F.P.

ACQUA

Adagiati come l’acqua,

nel fiume delle bieche vicissitudini umane, senza esserne coinvolto.

Mantieni il distacco dalle emozioni, dai pensieri, dalle futili vicende terrene.

Adagiati nel sorridere dei beffardi, divertiti nel rischio dell’esistenza.

Non rinnegare mai nulla ma non replicare gli errori.

Non perdere il tuo tempo, bensì investilo.

La vita è troppo breve per contare i minuti o per ascoltare rabbia.

Lasciati apprezzare per le innate virtù e nobiltà d’animo unite all’intelligenza e memoria.

Assapora la tua unicità cui l’universo si congiunge.

F.P.

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