SOTTOMESSI

La gente che si lascia infinocchiare è più pericolosa di quella che imbroglia; e la gente che si lascia corrompere più vituperabile di quanto non siano i corruttori. Perché è una legge psicologica che gli sciocchi e i deboli, non certo inconsciamente, sono sempre alla ricerca di coloro dai quali si aspettano menzogna e corruzione, e non si danno pace fin quando non li hanno trovati.

Arthur Schnitzler

PENTITI

Per quel ti voglio bene negato per anni e ancora infiniti anni lo negheranno,

per non aver carezzato dolcemente il suo volto che in là mirava, prima che le sue palpebre tangessero la fine,

per aver trascorso un’insensata esistenza assoggettato ad un disonesto tiranno,

per non aver scovato un pizzico di coraggio in una miserabile vita,

per aver proferito milioni di sì, sottacendo le malefatte che, poi, inevitabilmente ti travolsero,

per aver avallato l’agire corrotto e infimo per guadagnar noccioline, da restituire nelle buie celle,

per aver costruito giri di parole ampollosi e speranzosamente convincenti, quando potevi ammettere che figuravi tra i malfattori,

per aver architettato tutto ad arte risultandone l’attore sconfitto, capace neanche di recitare

ma da biasimare,

per non aver per un solo istante provato vergogna nel vestire la tua pelle e le tue corrotte parole,

per aver trascorso la vita nella vile ingordigia piuttosto che negli affetti,

per aver predicato religioni che poi non sei stato capace di mettere in atto,

per essere stato ipocrita con te stesso, prima che col prossimo,

per esserti appropriato del denaro destinato al povero bimbo o per aver sottaciuto l’azione corrotta, dipingendo sul tuo nome l’ombra del peggior reato,

per non aver respirato ogni attimo secondo onestà, rettitudine, onore, rispetto, altruismo e Dignità.

F.P.

PACE

Un conflitto non sanato conduce a nefaste conseguenze;

costoro, uniti dal corrotto cordone ombelicale, e lui, invincibile guerriero impavido, non desiste dal combattere, insegnando la dignità del vivere onesto;

tenta di trovare uno squarcio d’acqua pulita in un mare di sudiciume;

se nessuno con te, con nessuno;

sii pronto al temporale dietro le nubi, a perdere qualche valore lungo la corsa, a dissipare anche un po’ del tuo amore, della tua innata sensibilità e sensualità connessa, ma non permetterti mai un passo indietro;

non badare al numero dei tuoi nemici, accrescono il tuo valore;

il vero vincitore non è colui che è dichiarato tale, ma colui che ha saputo condurre la lunga battaglia con disciplina, tenacia, fermezza d’animo, temerarietà, chiarezza d’intenti, valori sublimi, ma, soprattutto, Dignità;

non solo per te, per i posteri;

giocarsi l’ultima misera carta equivale a dichiarare resa;

attaccare per vendetta dimostra disperazione, oltre che viltà;

piuttosto che celarsi o comportarsi da camaleonte, impara il fare onesto, se ancora il giusto destino, impietosito, te lo concede.

F.P.

PUGNO

Memento audere semper. Gabriele D’Annunzio

Per omnia asperrima.

Nec aspera nec ardua coela timeo.

Sufficit animus.

Iterum rudit leo.

Per ardua ardens.

Sa vida pro sa patria.

Gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo.

Semper adamas. Gabriele D’Annunzio

Suis viibus pollens.

Oderint dum metuant. Caligola

Ferro ignique ad excelsa.

Vivere militare est. Lucio Anneo Seneca

Nec spe nec metu.

Nobiscum Deus.

Amor patriae nostra lex.

GIOCHI DI GUERRA

Appena finirete i giochi, inizieremo a guerreggiare;

quando ormai la disgrazia ha intralciato il tuo disonesto incedere, non versare parole al vento, preferisci tacerle, ti renderanno ridicolo e soggetto a pietà;

se non si rendessero necessari mezzi intermediari, avrebbe già imposto, col suo unico respiro e la sua unica parola, l’onesta supremazia;

avalla il fare corrotto dei miserevoli predecessori, la tua vita ne risulterà contagiata e il tuo destino compromesso;

aggredisci l’uomo giusto e valoroso, non scalfirai mai il suo potere, bensì la tua reputazione;

quando la tua immagine sì è gettata nel fango, ritirati in solitudine; ogni atto futuro sarà soggetto al riso e alla compassione;

dalla tua parte il coraggio, la forza, l’onestà, il sorriso e il sensual piacere di combattere; dalla sua la disonestà, la paura, l’aiuto corrotto e il destino condiviso con ogni reo uomo.

F.P.

RICORDA

Di donare anche fosse un sol spicciolo al povero seduto al tuo fianco,

di non scoraggiarti mai ma di rinvigorire il carattere, l’animo e i muscoli del tuo corpo,

di non mostrare la tua nuda viltà al nemico, piuttosto repentinamente abbandona il campo di battaglia, ascoltando la tua vergogna rimbalzare nel petto,

di sferrare attacchi decisi e puntuali, mai nascondendo l’arma con mano tremula o quando ormai il tuo tempo è terminato, il tuo colpo potrebbe pericolosamente indietreggiare,

di non ammalarti di solitudine, finché la tua presenza ti arricchirà più di ogni altro,

di riflettere prima di decidere ma, non appena presa la decisione, non ritornarvi,

di non sottrarre denaro ai miseri figli, già segnati per averti madre,

di non essere ipocrita, è inutile e, alla lunga, resterai isolato,

di ricordarti, ogni volta che violi la legge, che il tuo ultimo destino sarà una buia cella, anche se diverse volte la fortuna ti ha sorriso sarcasticamente,

di essere onesto, a costo di avere innumerevoli nemici,

di aiutare il più debole,

di sostenere il mondo nei suoi lunghi travagli,

di carezzar le gote dei tuoi cari,

di donare un grazie a coloro che non voltano lo sguardo altrove, ove l’ombra del malcostume è nascosta da un sole ipocrita,

di non arrampicarti su polverosi specchi ormai infranti,

di essere coraggiosa, piuttosto che temeraria, ma, se la tua indole è la seconda, assecondala,

di sentire i brividi sulla pelle e il sapore piccante del rischio,

di assaporare il bacio dell’amante,

di non lasciarti travolgere dalle emozioni o passioni ma governale,

di osservare la rabbia, distaccandotene con cortesia, conscio della fine cui ogni essere umano è destinato,

di tener fede ai valori e di non tradirli mai anche di fronte alle vili minacce,

di godere della natura e del mare,

di godere di ogni istante dell’esistenza, non permettendo a invidiosi o dannati di distrarti,

di non fondar la tua esile vita sulla beltà del tuo corpo, in breve tempo le rughe lo adombreranno,

di non provare odio, ma di vendicare ogni danno, se è quello che vuoi, altrimenti prova compassione.

Ma, sopra ogni cosa, ricorda di provare amore in ogni istante.

F.P

MATTONI

“Affrettati lentamente.”

“Giurò sulle mie parole tutta l’Italia.”

“La commedia è finita. Applaudite!”

“Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo.”

Gaio Giulio Cesare Augusto

“Lo scopo della vita non è essere dalla parte della maggioranza, ma evitare di trovarsi nelle file dei pazzi.”

“Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause.”

“Il ragno si fa bello perché ha preso una mosca; qualcuno perché ha preso una lepre; un altro, una sardella con la rete adatta; un altro, un cinghiale; un altro, un orso; un altro, dei sàrmati. Non si tratta pur sempre d’assassini, se fai attenta indagine su quello che ne muove il pensiero?”

“La vita è breve. Lucrisi il tempo con lode, con giustizia. Sia sobrio il sollievo.”

“Conquistati gli attributi di buono, modesto, sincero, prudente, docile, nobile, e bada di non cambiarli con altri, e nel caso in cui dovessi perderli torna subito indietro a riprenderteli.”

“Quando uno ti rimprovera o ti odia, o quando gli altri ti offendono in modi analoghi, accostati alle loro anime, cerca di penetrarvi e guarda che tipo di uomini siano. Allora capirai quanto sia inutile che ti tormenti per l’opinione che hanno di te.”

“Pretendere che il malvagio non sbagli è come volere che l’albero del fico non produca lattice nei suoi frutti, che i bambini non piangano, che il cavallo non nitrisca, e così per tutto ciò che è inevitabile. Che altro dovrebbe fare chi è malvagio per sua natura? Se sei bravo, curagli tu questo difetto.”

“Ti ammazzano, ti fanno a pezzi, ti maledicono? Ma ciò non impedisce alla tua mente di mantenersi pura, lucida, saggia e giusta. Come se uno, piazzatosi davanti a una sorgente d’acqua limpida e dolce, si mettesse ad insultarla: quella non per questo smetterebbe di dispensare la sua linfa pura e potabile. E anche se uno vi gettasse dentro del fango o dello sterco, la sorgente in un baleno li disperderebbe trascinandoli via, senza restarne minimamente contagiata. Così ogni uomo deve avere dentro di sé non un pozzo ma una fonte perenne, e ciò è possibile mantenendo intatta in ogni momento la propria autonomia, con animo sereno, semplice e modesto.

“Per questo una mente libera da passioni è come una rocca inespugnabile e costituisce per l’uomo il rifugio più saldo e più sicuro. Ignorante chi non lo conosce, infelice chi, pur conoscendolo, non vi si ritira.”

“Te la prendi con chi puzza di caprone? Con chi ha l’alito cattivo? Che ci vuoi fare! Con quella bocca, con quelle ascelle, è inevitabile che ne emanino simili odori. «Ma l’uomo», obietterai, «è dotato di ragione, e se riflette, è in grado di capire quando sbaglia». Bravo! Visto che anche tu possiedi la ragione, risveglia in lui, con la tua, la sua natura razionale: mostragli l’errore, e imprimiglielo bene nella testa. Se lui ti ascolterà, lo guarirai e non avrai bisogno di fare tanta scena.”

Marco Aurelio

NON

Donagli terrore, reagirà con aggressione.

Colpevolizzalo, risponderà con menzogne e infamia.

Attacca, reagirà con superba viltà e con occulta corte.

Non desistere mai sino all’ultimo anelito e ancor più.

Non scoraggiarti, divertiti.

Non acconsentire, ti macchieresti.

Non reagire con presunzione, è da stolti.

Non crederti invincibile, seppur ammantato di potere mascherato.

Non crederti furbo se spendi la tua esistenza in un rifugio.

Non iniziare una guerra nascondendo la mano.

Non iniziare una battaglia quando, per vincerla, abbisogni di aiuti corrotti.

Non ha senso depredare se ad ogni sirena una lancia trafigge il tuo cuore.

Non odiare l’uomo onesto e forte, piuttosto il tuo viso riflesso.

Non gioire della falsa ricchezza se il tuo viso è tinto di vergogna.

Non contare lo sporco denaro, bensì le bocche affamate dei futuri figli,

cui tu, madre, negasti un futuro onesto.

Esisti sapendo chi sei.

F.P.

LA SILENTE BATTAGLIA

E quell’ardente desio di trattenerti e, allo stesso tempo, ripudiarti, inebriava il suo animo affamato.

A costoro il disonesto e nascosto potere, a te l’onore e la vittoria.

Ei combatte apertamente e ne gode, lui lo aggredisce celandosi, per paura.

Sii pronto a gettare tutto, ma continua imperterrito nel tuo scopo.

Quando, sul finire dello sporco cammino, incrocerai il tuo perso sguardo con quello dei miseri figli, sarai costretto ad ammettere di non essere stato capace, in un’intera vita, di mangiare un tozzo di pane guadagnato onestamente.

Se mai in un futuro ci rincontreremo, non odiarmi. Ho solo svelato la tua anima.

Persino egli non avrebbe voluto incontrar la sua ombra in campo di battaglia.

F.P.

LA NOBILE GUERRA

Ricorda che se il tuo cuore è rivolto alla guerra, esso non potrà contenere amore, a meno di trasformare il conflitto in una nobile causa.

Abituati a camminare su una strada minata, lasciando da parte i piagnistei dei bambini o delle fanciulle.

Persevera sino all’ultimo secondo della tua nobile esistenza senza deflettere mai dall’azione.

Figlio mio, impara a combatter senza aggressività. Guerreggia soltanto con il tuo dolce sorriso pungente, la tua memoria, il tuo intelligente pensare, la tua profonda emotività, ma, soprattutto, con la tua ardente passione.

Ei ricordava ancora quel sensuale ardore avvolger la sua pelle e le membra nel fronteggiar se stesso e, al contempo, riconoscer le nobili virtù della sua anima.

F.P.

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