AMORE

Amore è

il risveglio nel caldo tepore del tuo letto,

mirar il sol alto in cielo d’estate,

assaporar le dolci leccornie,

baciar le labbra bagnate di pioggia,

odorar il profumo d’altri campi,

tanger la pelle color bronzo dell’amato,

stuzzicar la reazione del nemico,

sentir il brivido del rischio,

e il battito del cuore correlato,

carezzar le rosse gote di tua figlia,

provar meraviglia per i piccoli doni dell’Universo,

offrir il tuo aiuto quotidiano al più debole,

ingegnarsi nel compier imprese straordinarie

e nel superar i limiti che l’io, dispettoso, ti pone,

ascoltar la passione nelle vene sussurrarti piano piano di procedere,

seppur le tue membra e la tua umana pazienza siano scoraggiate,

accettar le perdite che, inevitabilmente, la tua vitale battaglia comporta,

ma, trascorrer la restante esistenza nel recuperare quelle perdite

e rinfacciarle al disonesto,

gioire delle vittorie e servirtene per aiutare l’umanità.

Ma, soprattutto, amare è

abbandonar la tua misera veste egoistica, che tra una manciata d’anni perirà sotto terra

e far sì che ogni tua azione quotidiana sia tesa al benessere universale.

F.P.

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PARLA ANCHE TU

Parla anche tu,
parla per ultimo,
dai voce alla tua parola.

Parla –
ma non separare il No dal Sì.
Dai alla tua parola anche il senso:
dalle l’ombra.

Dalle ombra a sufficienza,
dagliene tanta,
fino a saperla attorno a te divisa
tra mezzanotte e mezzogiorno e mezzanotte.

Guardati intorno:
vedi come ovunque tutto è vivo –
Vicino alla morte, eppure vivo!
Dice la verità, chi dice ombra.

Ma ora si restringe il luogo dove stai:
in quale posto andrai, spogliato delle ombre, dove?
Sali. Tenditi verso l’alto come puoi.
Più esile diventerai, irriconoscibile, più sottile!
Più sottile: un filamento,
lungo il quale cerca di calarsi nell’abisso, la stella:
per nuotare laggiù, proprio laggiù,
dove si guarda splendere: nella risacca
di parole erranti.

Paul Celan

IL BIVIO

Quando hai fallito nella tua opera ma, soprattutto come persona, inutile costruire vili parafulmini, più elegante avvicinarsi alla porta di uscita.

Prima di cimentarti nell’arduo compito dello scrivere, domandati se ne sia all’altezza.

Impara che, se perseveri nell’avallare disonestà, sarai tu il principale responsabile.

Se, al termine della tua strada, scendi il gradino di un desolante compromesso, nulla hai compreso del tuo misero percorso.

Impara che le tue reiterate aggressioni verso la persona onesta non faranno altro che render più limpide le tue macchie e quelle delle tue vili coperte.

E, dopo aver realizzato il sogno da te donato, Universo, fui rapito dall’intenso desio di combattere una battaglia inaspettata.

F.P.

AMAREGGIATO DOVERE

È tuo dovere essere onesto e dire e fare senza perder tempo ciò che richiede la natura umana e che a te sembra più giusto: ma fallo di buon animo, con discrezione e senza ipocrisia.

Ricordati questo: c’è una adeguata dignità e misura da osservare nell’esecuzione di ogni atto della vita.

Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause.

Non lo fare se non conviene. Non lo dire se non è verità.

Ben più gravi sono gli effetti prodotti in noi dall’ira e dal dolore, con cui reagiamo alle cose, che non quelli prodotti dalle cose stesse, per le quali ci adiriamo o ci addoloriamo.

Marco Aurelio

CORROTTA BRAMOSIA

Se giochi sporco o attraverso minacce e offese, non soltanto mostri la tua nullità, ma appari essere un perdente in partenza.

Il tuo disgustoso errare attraverso minacce, offese, volgare eloquio e gioco sporco dimostra tutta la tua pietosa impotenza.

Nel corso dell’onesta guerra, figlio mio, ricorda di sostituire l’ardente brama di vendetta, cui ogni modesto uomo è soggiogato, con la nobile aspirazione all’insegnamento.

La differenza tra lui e te, figlio mio, è che lui si accontenta di briciole disoneste, tu, con lo splendore dell’umile onestà, lo condannerai a ripagarle.

Prima di proferir sillaba, domandati se puoi permettertelo.

La prima sconfitta da donare al dissoluto è quella di renderlo ridicolo.

Durante la tua vita ricorda di essere degno.

Fa’ che dei frutti della tua vitale e onesta battaglia se ne serva l’intera umanità.

Una valorosa squadra di calcio non può basarsi esclusivamente su un’ottima difesa.

Alcuni individui somigliano ai cani. Abbaiano.

Potrai anche non vederle ma, sappi, che la tua coscienza, insieme a quella collettiva, osservano quelle sbarre che ti avvolgono dolcemente.

Più perseveri nelle tue corrotte minacce, più rendi manifesta la tua mancanza di autorevolezza.

F.P.

L’ESSENZA SOFFERTA

Lottare e soffrire: questa è l’essenza di una vita degna di essere vissuta. Se non stai spingendo al di là della tua “zona di comfort”, se non stai chiedendo di più a te stesso – crescendo e imparando nel cammino – stai scegliendo un’esistenza vuota. Ti stai negando un viaggio straordinario.

LA CALZA

Quando tutte le inette pedine che, vilmente, lanciasti contro l’onesto nemico, scompariranno, ingoiate dal suo valore, toccherà a te, finalmente, fronteggiarti con lui faccia a faccia.

Miseri disonesti che sembran mendicanti ma, a differenza di questi, sono privi di dignità.

Se anche il più abile delinquente non riesce a domare il nobile cavallo di razza reale, fattene una ragione!

Se il nemico gioca sporco, chiudi i tuoi occhi, fallo anche tu.

Quando osservi i tuoi occhi sporchi riflessi nel triste specchio, spingiti nel profondo e assapora la più gustosa vergogna.

Se, per sconfiggere il forte e acuto nemico ricorri a sciocchi tranelli e fuggi, domandati quanto la tua presenza sia utile all’Universo.

Se, alla fine della lunga guerra, riesci a rimpinguare quella calza con onesto denaro e donarla al nemico affamato, hai vinto.

Ma non avrà vinto il tuo ego, che nulla vale e che presto perirà,

trionfante sarà l’insegnamento donato.

F.P.

DESIO ARDENTE

Un ardente desio invade ogni atomo della mia pelle e della mia carne del tornar

ad ascoltar i sussurri dei tuoi baci sulle gote,

ad assaporar il sapore del tuo amore sulle labbra,

a sentir il calore degli abbracci spontanei come le tue risate,

a stringer la tua calda mano,

a sussurrarti bocca a bocca gli ultimi pettegolezzi,

ad accarezzar il tuo triste viso con lo sguardo all’orizzonte degli ultimi anni,

a mostrar nuovamente il mio volto libero da ogni maschera,

a smettere di soffrire per un invisibile e potente nemico,

a mostrare il mio sorriso,

ma, soprattutto, l’ardente emozione di tornare ad emetter un respiro,

come fosse il primo alito vitale.

F.P.

COSCIENZA UCCISA

C’è gente che per ottenere ciò che vuole usa il malaffare, la corruzione, il crimine e, certe volte, anche il delitto. Forse, riuscirà ad arricchire il proprio patrimonio, ma è sicuro che renderà la propria coscienza così povera, malandata, sporca e tormentata che non basteranno tutti i soldi che avrà guadagnato disonestamente per sanarla e ripulirla.

Giuseppe Tobia